Berlusconi tuona contro i media ... cattocomunisti. Perchè il Cav è così agitato?

Anche il CENSIS, nel suo ultimo rapporto, conferma che il controllo del sistema televisivo è l’elemento determinante per la formazione dell’opinione pubblica.

Cioè essenziale per orientare l’elettorato. Cioè (ancora) per prendere voti e governare.

Chi non sa che in Italia esiste un conflitto di interessi che non ha eguali nel mondo? E che questo conflitto riguarda il premier Berlusconi, padrone e controllore (di fatto) di quasi tutto il sistema televisivo?

Se lo dice lui (il Cav) che nel Belpaese la libertà di stampa non sarebbe a rischio, vuol dire semplicemente che è proprio il principio di libertà ad essere sotto tiro.

E se lo dice lui (il Cav) che il “90% della stampa è cattocomunista” vuol dire che è esattamente una “balla” madornale, come dimostra anche l’ottimo post qui sotto, del nostro “V”.

Da sempre e ovunque, nei regimi autoritari si cerca di controllare e manipolare la comunicazione, incolpando poi gli altri. Gli ultimi atti con le querele a Repubblica e a l’Unità e il cecchinaggio contro il direttore dell’Avvenire non sono altro che forme sempre più palesi di una strategia volta all’intimidazione.

Siamo oramai alla fase delle esternazioni di un Premier a “ruota libera”. Sono gli ultimi fuochi di un “Cavaliere” prossimo al disarcionamento?

Forse un’altra anomalia italiana, quella berlusconiana, sta per “lasciare”, (con qualche rimpianto e tanti urrah!) la politica ed essere consegnata alla (brutta) storia.

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