I numeri del Pd. Nessun confronto tra Franceschini, Bersani e Marino prima del congresso



Le possibilità per il Partito Democratico di affermarsi come alternativa al berlusconismo, che in più riprese gli stessi dirigenti hanno criticato, sono sempre meno. Per capirlo è necessario riflettere sulle ultime notizie che riguardano Dario Franceschini e compagni.

Azzerando completamente l’elaborazione di soluzioni ai problemi di cui nelle ultime settimane si sta discutendo, si apprende dall’Ansa come procede il conteggio sui voti che i tre candidati alla segreteria svolgono durante i loro comizi.

Stando alle rilevazioni ufficiali il favorito sarebbe Pierluigi Bersani, con il 56%, seguito da Dario Franceschini, con il 42%, e Ignazio Marino, con il 2%. Stando, invece, a quanto pubblicato da Giuseppe Civati, già consigliere regionale del Pd per la Lombardia, il tanto atteso confronto tra i candidati non avverrà prima del congresso.

“Per prima cosa – scrive sul suo blog Giuseppe Civati - non è vero quanto dice Franceschini: l'11 ottobre, alla fine della prima fase congressuale, i tre candidati parleranno uno per ciascuno, senza confrontarsi. In secondo luogo, l'11 ottobre è quasi una provocazione, perché è con tutta evidenza troppo tardi (un “confronto” a giochi fatti, insomma)”.

Imitando evidentemente Silvio Berlusconi, Dario Franceschini impone quindi un modello democratico che non prevede l’intervento di persone diverse dal segretario. Anche per questo motivo non rappresenta, con l’attuale partito di cui si occupa, un’alternativa al leader del Popolo delle Libertà.

Se si andasse alle tanto citate elezioni anticipate perché mai un potenziale elettore di centro-destra dovrebbe scegliere il Partito Democratico se la sostanza, stringi stringi, è la stessa?

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO