Ore 12 - Berlusconi pronto a "rovesciare il tavolo"?

altroO con me o contro di me. O sudditi o nemici.

E’ l’editto imperiale di Silvio Berlusconi che si sente minacciato nella solidità della leadership, teme che il “dopo Berlusconi” si realizzi a breve. E sia già in corso, proprio dal Pdl, la “deberlusconizzazione”.

Ma è fuori strada chi pensa che abbia perso la testa.

Il Cav, per reagire all’attacco di nemici vecchi e nuovi e di alleati scomodi, ha una sua strategia, chiara e inquietante: è pronto “a rovesciare il tavolo”.

Di fronte all’inconsistenza del Governo (impegnato solo a sistemare i guai del Presidente), a un Paese alla deriva, a un Pdl (partito militarizzato e ambiguo) a rischio implosione, Berlusconi spara sul mucchio e tira la corda per giocare l’ultima carta: la crisi di governo e le elezioni politiche anticipate da tenersi a marzo con le regionali.

Solo così, ripetendo una operazione già brillantemente compiuta, può salvare se stesso.

Con una sola fava, il Cav può prendere più piccioni: scrollarsi definitivamente di dosso Fini il “cosacco”e i suoi ultimi “apaches”, ribadire chi è il vero padrone nel Pdl e dintorni, stroncare sul nascere ogni velleità di rilancio del Pd, annientare nella culla il nascente nuovo partito centrista di Casini e soci, dare l’out-out alla Chiesa, aprirsi definitivamente il varco verso il Colle.

Fantapolitica? Basta un accordo blindato con Bossi e le elezioni con la legge “porcata” di Calderoli possono diventare un plebiscito per il Cav, il “salvatore” della patria.

Viva l’Italia. E gli italiani stanno a guardare. L’opposizione non va oltre un gioco di risulta. Basterà la “vigilanza” costituzionale del presidente Napolitano?

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