Leggiamo la Costituzione: l'appello sulla libertà di stampa di Repubblica e l'articolo 21 (terza parte)

Firma della Costituzione

La sovranità popolare richiede, pertanto, ai cittadini un impegno considerevole. Non basta delegare il potere ai parlamentari nazionali e ai rappresentanti politici locali. E' necessario usare tutti gli strumenti che la Costituzione prevede come forme di esercizio della sovranità (referendum, petizioni, iniziative legislative popolari, partecipazione alla vita politica). La democrazia è, dunque, un regime che richiede molto ai cittadini, i quali assumono il ruolo di sovrani e non di sudditi. Ma la sovranità popolare incontra anche dei limiti. L'articolo 139 ne prevede uno espresso: "La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale". Il che significa (almeno) che la monarchia in Italia non può essere reintrodotta in forme legali (e un eventuale referendum con cui si chiedesse agli italiani di scegliere tra monarchia e repubblica avrebbe solo la parvenza della legalità ma concretizzerebbe, in realtà, un vero e proprio colpo di stato).

Gli studiosi e la Corte costituzionale hanno individuato, oltre a quello sopra indicato, anche altri limiti alla revisione costituzionale (e dunque alla volontà popolare): i principi fondamentali (articoli 1-11 della Costituzione) e i diritti inviolabili della persona umana (articoli 13 e seguenti). Nessuna maggioranza parlamentare potrebbe mai decidere, ad esempio, di sopprimere la libertà di espressione o di cancellare il principio di eguaglianza. Neanche avvalendosi del procedimento di revisione costituzionale previsto dall'articolo 138 della Costituzione.

La presenza di questi limiti consente di parlare, più precisamente, di democrazia costituzionale, ossia di un ordinamento in cui il principio di sovranità popolare coesiste con il riconoscimento di alcuni principi fondamentali e diritti inviolabili. Il popolo sovrano, nella democrazia costituzionale, è stato paragonato all'eroe greco Ulisse, che ascolta i canti delle sirene legato all'albero della nave. Come Ulisse, anche il popolo sovrano si è autoimposto dei vincoli che gli impediscono di cadere preda delle "illusioni" di "uomini della provvidenza" che promettono soluzioni facili a tutti i problemi in cambio del potere assoluto.

Che c'entra tutto questo con la libertà di stampa? Per capirlo occorre fare un altro passo e soffermarsi sull'importanza che la conoscenza dei fatti ha in una democrazia costituzionale. (Continua ...).

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