Leggiamo la Costituzione: l'appello sulla libertà di stampa di Repubblica e l'articolo 21 (quinta parte)

Firma della Costituzione

[Le "puntate" precedenti: prima parte; seconda parte; terza parte; quarta parte].

La Costituzione italiana riconosce e tutela la libertà di manifestazione del proprio pensiero e la libertà di stampa (che della prima rappresenta una fondamentale declinazione). L'articolo 21 prevede, infatti, che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Il riconoscimento della libertà di espressione non è direttamente ed esclusivamente funzionale alla salvaguardia della democrazia. Tale libertà, infatti, non è assicurata soltanto nella misura in cui serva a garantire la sopravvivenza e lo sviluppo delle istituzioni democratiche, poiché, se così fosse, rimarrebbero sprovviste di tutela tutte quelle manifestazioni del pensiero che le pubbliche autorità ritenessero inutili a tale scopo. Il che, a ben vedere, sarebbe... poco democratico! La libertà di espressione, invece, è pienamente riconosciuta in quanto insopprimibile manifestazione della persona umana. L'uomo vive anche, e soprattutto, esprimendo il proprio pensiero ("con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione"). Negargli tale facoltà significherebbe attentare alla sua stessa dignità.

Il riconoscimento della libertà di espressione non è, tuttavia, assoluto (come nessun valore costituzionale, del resto, che deve sempre confrontarsi ed essere "bilanciato" con gli altri valori previsti dalla Carta repubblicana). Il rispetto della dignità altrui costituisce un primo limite implicito. Un altro - questa volta espresso - è previsto, poi, dallo stesso articolo 21: è il "buon costume", sul quale torneremo più avanti. In democrazia, pertanto, tutti possono esprimere liberamente il proprio pensiero, ma devono assumersi la responsabilità di quello che dicono.

Ed eccoci arrivati ad un punto fondamentale: la libertà di manifestazione del pensiero non è esclusivamente funzionale alla democrazia, ma senza libertà di manifestazione del pensiero non può esistere democrazia. Si tratta di un paradosso solo apparente, se si considera che, come ho appena detto, tale libertà costituisce una dimensione essenziale della personalità umana. Come potrebbe sopravvivere una democrazia nella quale la libertà di espressione del cittadino (sovrano) non possa essere esercitata nella sua pienezza? Seppure non in via esclusiva, il riconoscimento di tale libertà serve, pertanto, anche alla sopravvivenza della stessa democrazia.

C'è poi un'altra ragione per la quale la libertà di espressione, e più precisamente la libertà di stampa, risulta essere necessaria in una democrazia. Essa risiede nell'importanza (alla quale ho già accennato) che la conoscenza dei fatti riveste in tale forma di Stato. La libertà di stampa consente la libera circolazione delle informazioni relative ai fatti rilevanti (o alle interpretazioni dei fatti rilevanti) per l'assunzione delle decisioni politiche. Quanta più libertà di stampa si riconosce in un Paese democratico, tanto più consapevolmente i cittadini possono esercitare la propria (porzione di) sovranità, eleggendo consapevolmente i parlamentari, votando con cognizione di causa ai referendum, ecc. Ecco perchè la libertà di stampa è così importante per una democrazia. (Continua...)

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