Mostra del cinema di Venezia: Michele Placido attacca il governo, ma il suo film è prodotto da Berlusconi


La Mostra del cinema veneziana più politica (leggi: di sinistra) degli ultimi anni, sotto la sicura direzione del fu-extraparlamentare Müller ha ieri raggiunto la sua apoteosi con la proiezione dell'attesa pellicola di Michele Placido sul 68; una sorta di autobiografia romanzata in cui l'ex-commissario Cattani della Piovra si è fatto impersonificare (furbescamente) dal sex symbol Riccardo Scamarcio. Titolo: Il grande sogno.

Al di là della trama e degli eventi ad essa connessa, per i quali vi rimandiamo ai nostri colleghi di cineblog, ciò che ha sollevato maggiore trambusto è la conferenza stampa del regista, che ha esordito dedicando il suo film all'ex-direttore dell'Avvenire Boffo per poi gettarsi in un'accorata critica del Governo, reo tra le altre cose di non aiutare i giovani registi italiani. Detto che su questo possiamo anche essere d'accordo, anche se non è che i precedenti esecutivi abbiano brillato a riguardo, veniamo all'apice dell'esibizione, riportata nel filmato.

Incalzato dalla domanda di una giornalista spagnola, che trovava curiosa l'invettiva sponsorizzata da Medusa Distribuzione e da Berlusconi, il Placido ha dato in escandescenze, urlando che si trattava di una domanda stupida e sbottando in un (testuale) "Ma con chi cazzo lo dovevo fare questo film?".

Lasciamo ai lettori ogni considerazione sulla coerenza del personaggio, ma non prima di aver registrato l'incredibile dichiarazione di Mario Capanna, invitato al tavolo della conferenza in qualità di esperto. L'ex-leader sessantottardo ha attaccato Pasolini a proposito della famosa difesa dei poliziotti in occasione dei fatti di Valle Giulia, affermando: "Disse una cazzata, capita anche ai grandi poeti", mentre al suo fianco Placido annuiva convinto.

Ultima citazione per la risposta del regista sulla situazione della sinistra attuale:

"Sono più tentato di lavorare con Casini. Vorrei un forte centro democristiano, che guardi a sinistra, diciamo un grosso partito popolare cattolico capace di sfidare il governo".

Si salvi chi può.

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