Ore 12 - L'Italia del Cav.: azienda o caserma?

altroFra le tante “sparate” di Silvio Berlusconi è molto significativa e irresponsabile quella di ieri: l’invito rivolto ai giovani di non leggere i giornali.

Sarebbe stato grave anche un invito a non seguire le (sue) tv, pur infarcite (oltre che di gossip, stupidaggini, volgarità, quiz dementi, veline, tette e culi ecc.) di informazione deformata, di tiggì supini alle volontà di premier e governo.

Ma l’invito (a quando il divieto per decreto?) di leggere i giornali è l’ennesima dimostrazione di una insofferenza al confronto e alla critica, di una concezione della democrazia del “sultano”, di una volontà di realizzare una nazione fra la “repubblica delle banane” e la “repubblica di pulcinella”.

Piaccia o no, in democrazia, i giornali sono la lente attraverso cui i cittadini si formano le loro opinioni. Sono un baluardo insostituibile per la civiltà di una nazione e per la difesa della libertà di tutti.

Ce lo deve ricordare George Clooney che “la libertà di stampa è sacra, che la stampa deve sorvegliare i governanti e denunciare i loro errori”?

Non si può accettare una politica delegata ai giornali. Ma la politica non può soffocarli.

Non c’è dubbio che Berlusconi è da anni oggetto di attacchi e anche di campagne denigratorie (non sempre legittime). Ma non ci si può difendere tentando di disfarsi dell’avversario, mettendo la sordina a tutti. Il SuperCav vuole fare piazza pulita di ogni strumento e forma di critica e di dissenso, mettere la museruola a chi non la pensa come lui, a chi non si adegua alle sue “regole”.

Con Berlusconi al comando, si temeva una deriva aziendalistica della politica: l’Italia diretta da un padrone, come una azienda privata. Con il “berlusconismo” si è andati oltre, si sta imboccando il tunnel di una nazione che si vuole comandare come una caserma.

  • shares
  • Mail
52 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO