Leggiamo la Costituzione: l'appello sulla libertà di stampa di Repubblica e l'articolo 21 (settima parte)

Firma della Costituzione

[Le "puntate" precedenti: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta parte, sesta parte]

La previsione contenuta nello stesso articolo 21 della Costituzione, secondo cui "Sono vietate le pubblicazioni a stampa ... contrarie al buon costume", non impone la richiesta di autorizzazioni e non legittima alcuna forma di censura (entrambe - è bene ribadirlo - tassativamente vietate dallo stesso articolo). Pertanto, in caso di violazione del limite del buon costume, il solo strumento utilizzabile sarà ancora una volta il sequestro.

Ma cosa deve intendersi per "buon costume"? La Corte costituzionale ha chiarito che tale espressione, nell'uso che ne fa l'articolo 21 della Costituzione, "non può essere fatta coincidere con la morale o la coscienza etica", dal momento che la legge morale vive nella coscienza individuale e non può formare oggetto di un regolamento legislativo. Sarebbe troppo pericoloso dare un contenuto così ampio e indeterminato a tale limite. E chi interpretebbe i principi morali da far valere? Il legislatore? Significherebbe attribuirgli un potere straordinario.

La Consulta ha collegato invece tale concetto alla tutela della sfera del pudore sessuale. Più precisamente, il "buon costume" risulterebbe "da un insieme di precetti che impongono un determinato comportamento nella vita sociale di relazione, la inosservanza dei quali comporta in particolare la violazione del pudore sessuale, sia fuori, sia soprattutto nell'ambito della famiglia, della dignità personale che con esso si congiunge e del sentimento morale dei giovani, aprendo la via al mal costume, con la possibilità di comportare anche la perversione dei costumi, il prelavere cioè di regole e comportamenti contrari ed opposti".

In sostanza, l'articolo 21 vieterebbe le pubblicazioni oscene. Naturalmente anche la definizione di ciò che è "osceno" non è affatto agevole. I tempi cambiano e ciò che risultava osceno un tempo può non esserlo oggi. Ma interpretato in tal senso, il limite del buon costume è politicamente molto meno pericoloso. (Continua...).

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