Renato Brunetta contro il cinema italiano. Ennesimo spot?



A poche ore dalla fine della mostra internazionale del cinema di Venezia Renato Brunetta, che ha dimostrato di non fare polemiche scontate, attacca chi in Italia produce per il grande schermo. I tagli al Fondo Unico dello Spettacolo per lui sono giusti.

Tralasciando la finalità di questo tipo di finanziamenti, sui quali abbiamo già ragionato, è necessario sottolineare il progressivo avvicinamento del Ministro della Pubblica Amministrazione a Silvio Berlusconi. Stessa, ahimé, tecnica comunicativa.

A sottolineare la trasformazione di Renato Brunetta ci ha pensato l’ex Presidente di RAI Cinema, Giuliano Montaldo, secondo il quale l’idea di spettacolo dell’esponente politico è coincidente con la presenza, a Venezia, di Noemi Letizia.

Tanto quanto la ragazza, il Ministro ha deciso di basare la condivisione dei propri talenti sul solo utilizzo dei mass media.

Se alle parole, scontate durante lo svolgimento della kermesse diretta da Marco Muller, seguissero dei fatti e delle proposte costruttive nessuno si permetterebbe di sostenere che Renato Brunetta non faccia niente.

Invece questo non è avvenuto e il Ministro della Pubblica Amministrazione concentra la propria attenzione sulla sola questione pubblicitaria tralasciando quella reale, su cui gli addetti ai lavori hanno iniziato a ragionare all’inizio dell’estate.

Parole. Soltanto parole. A quando i fatti?

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