Mario Adinolfi: i giornali di destra sono fatti meglio. Qual è il quotidiano migliore?



Supponiamo, per un post, che l’attuale Primo Ministro italiano non perda occasione per lamentarsi dei mass media del paese. Supponiamo, sempre per un post, che il conflitto d’interessi in Italia esista meno che in altri stati.

Ok. Ora possiamo ragionare sui cambiamenti del giornalismo in Italia. Per farlo vi propongo di seguito un’analisi che Mario Adinolfi, giornalista nonché sostenitore di Dario Franceschini, ha scritto sul suo blog.

“Leggo – scrive Mario Adinolfi - prima Libero di Repubblica, penso di trovarci notizie più interessanti. Sul Giornale c'è più "pensiero laterale che sull'Unità, il primo va letto perché è sempre centrale nel dibattito, la seconda si può pure trascurare, raramente ci trovi una notizia. Persino leggere Chi qualche volta è più utile rispetto a leggere l'Espresso. Il che, lo capisco da me, è drammatico”.

Fermo restando che gli attacchi di Silvio Berlusconi alla stampa producono una serie di danni, il giornalismo italiano concettualmente di sinistra subisce di riflesso la crisi dell’attuale opposizione?

È arrivato per gli intellettuali di destra il momento di dimostrare che, tanto quanto i colleghi di altre idee politiche, possono parlare di cultura e di tutti gli argomenti su cui la casta degli snob di sinistra ha costruito il proprio eliteralismo? Forse.

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