Leggiamo la Costituzione: l'appello sulla libertà di stampa di Repubblica e l'articolo 21 (nona parte)

Firma della Costituzione

[Le "puntate" precedenti: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta parte, sesta parte, settima parte, ottava parte]

Un'altra importante previsione contenuta nell'articolo 21 della Costituzione è quella secondo la quale "La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica". Lo scopo di tale norma è quello di promuovere la diffusione delle informazioni relative all'identità dei proprietari e dei finanziatori dei giornali. E ciò al fine di consentire una lettura critica e consapevole degli stessi, da parte dell'opinione pubblica.

L'orientamento di un quotidiano o di un periodico può essere meglio compreso se si sa a chi (direttamente o indirettamente) fa capo quel giornale. E poco importa (o meglio: poco dovrebbe importare, per un'opinione pubblica attenta e severa) che poi il proprietario (o il finanziatore) asserisca la propria estraneità alla linea editoriale del giornale o che il direttore dello stesso proclami pubblicamente la propria autonomia.

La conoscenza dei proprietari dei giornali è ovviamente una condizione necessaria affinché possa impedirsi il fenomeno della concentrazione delle testate, incompatibile con le esigenze di pluralismo dell'informazione proprie di una sana democrazia.

Anche al fine di controllare il rispetto del pluralismo della stampa è stata istituita, nel 1997, l'Autorità di garanzia delle telecomunicazioni, che ha sostanzialmente ereditato le funzioni precedentemente attribuite al Garante per la radiodiffusione e l'editoria. (Continua...).

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