Ballarò rimandato da Speciale Porta a Porta. Censura o dabbenaggine? Cronaca del solito Rai-disastro

Della battaglia Vespa-Floris vi ha già raccontato tutto il collega Molaschi. Qui invece vogliamo fare un po' il punto sulla politica dei palinsesti Rai e su come sia stata gestita (malissimo) l'intera vicenda dai vertici.

Innanzitutto la domanda regina: c'è stata censura ai danni di Ballarò? Tecnicamente no. Il programma non è stato cancellato ma proposto per uno spostamento a giovedì o venerdì per dare spazio allo Speciale Porta a Porta sulla consegna delle prime case ai terremotati d'Abruzzo. Lo spostamento è stato rifiutato dalla redazione che ha poi gridato al regime.

In tutto questo si segnala la brillante assenza del presidente Garimberti, in quota Pd, che si è svegliato a cose fatte nonostante la data fosse nota da mesi, e ora grida allo scandalo. Ciò detto, l'operazione è stata condotta in maniera dilettantesca da ogni punto di vista. Innanzitutto per il carattere servile della trasmissione di Vespa, che magnificando gli indubbi successi del Governo nella gestione dell'emergenza abruzzese finirà giustamente per ottenere l'effetto opposto. Poi perché la motivazione ("non si possono avere due programmi di approfondimento sulle reti Rai in onda in contemporanea sullo stesso argomento") è risibile.

La verità invece è che si è persa un'occasione storica per destare le coscienze degli italiani. Coscienze addormentate da tempo su entrambe le gradinate, destra e sinistra, eternamente inquinate da striscioni e ultrà di stampo calcistico.

Quale migliore manifestazione democratica di un doppio programma che analizzi la stessa vicenda da due punti di vista opposti? Con il vantaggio aggiunto di evitare un'orrenda serata agiografica da cui ci auguriamo che il pubblico stia ben lontano?

Ma si sa, nel paese della lottizzazione cencelliana parlare di democrazia e coscienze appare quasi un non-senso.

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