Casini invoca una maggioranza senza Lega. Ma è davvero possibile?



Ha fatto molto discutere l'invettiva di Pierferdi Casini nell'ultima giornata degli stati generali del centro a Chianciano. Il leader Udc oltre a prendere le distanze dal Pdl e invocare quello stesso grande centro che ha suscitato la risposta ironica di Franceschini, ha inveito in modo per lui inconsueto contro il grande nemico di sempre, la Lega Nord di Umberto Bossi.

"Se Bossi pensa di agitare lo spauracchio delle elezioni anticipate per ricattare la politica italiana oltre quello che sta già facendo, perché la politica italiana sottostia ai diktat della Lega, sappia che in questo Parlamento c'è una maggioranza ampia che a questi diktat non ci vuole stare. Bossi non spaventa nessuno. La Lega deve avere qualuno che dica 'basta' 'è finita', e se non glielo dice Berlusconi una maggioranza in Parlamento si troverà"

Ma questa maggioranza sine-Lega evocata da Casini è davvero possibile? Allo stato mancano decisamente i numeri, a meno di radunare un coacervo di forza politiche in stile arco costituzionale di (anti) missina memoria. Ma anche ammesso che fosse possibile come lo prenderebbero gli elettori?

Una nuova tornata elettorale con la Lega Nord a correre da sola vedrebbe probabilmente un successo di enormi proporzioni del Carroccio in tutto il nord e parte del centro. Una conventio ad excludendum permetterebbe agli uomini di Bossi di presentarsi come le vittime dei giochi politici romani e ciò li premierebbe oltre ogni immaginazione.

Il risultato sarebbe un paese totalmente ingovernabile e in preda al caos, come ben sa Berlusconi che infatti pur prendendo talvolta le distanze dallo scomodo alleato, fa sempre di tutto per tenerselo buono. L'unico obiettivo cui potrebbe ambire l'Udc è forse di creare qualche maggioranza estemporanea che voti contro alcune proposte della Lega in Parlamento. Ciò è già accaduto in passato e potrà certamente ripetersi se il Carroccio "tirerà troppo la corda", per usare le stesse parole di Casini.

Ciò che appare chiaro, allo stato, è l'incredibile forza e sicurezza che la Lega può vantare in virtù dell'attuale sostegno popolare. È questo che dopo anni sta riportando il suo leader sulla via della secessione, come abbiamo potuto notare dalle dichiarazioni di Bossi ieri a Venezia. Raggiunto il federalismo il prossimo obiettivo saranno le gabbie salariali; e poi...?

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