Passaparola di Marco Travaglio: la mafia fa le pentole, ma non i coperchi

Ad una settimana dalle prime copie de "Il fatto", il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro che vede Marco Travaglio tra le prime penne e tra i principali promotori, ritorna Passaparola.

Non poteva Travaglio ignorare l'attacco di Berlusconi ai giudici, o meglio a "pezzi di procure" (di Milano e Palermo), per la possibile riapertura di fascicoli su mafia e stato, argomenti su cui il giornalista ha scritto più e più libri.

Attacchi sostenuti da Schifani e respinti invece da Fini, ormai sotto il fuoco di Feltri, che oggi lo minaccia nell'ennesimo editoriale bomba. Sotto il fuoco di Berlusconi, quindi.

Le stragi di mafia, i mandanti degli omicidi Falcone e Borsellino, i rapporti oscuri di Dell'Utri, i legami ancora poco chiari tra stato e mafia. C'è di che inquietarsi.

Come si intuisce dal titolo, c'è qualcuno che ha interesse a mettere i coperchi su vecchie pentole mafiose. La domanda nasce spontanea: perchè?

Curiosità: il telefono di Travaglio che lo perseguita durante la diretta, continuando a squillare e innervosendo un pò il giornalista.

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