Ore 12 - Travagli nel Pd e dintorni

altroNeppure De Gasperi, che nel ’48 i numeri ce li aveva, governò da solo. Cercò e trovò alleati per la Dc piena di voti e deputati.

E quando, all’opposto, Berlusconi, nel ’96, tentò la via solitaria (senza Bossi), fu costretto a lasciare Palazzo Chigi.

Da sempre, in politica, senza alleanze non si governa. Ma nel Pd la storia non insegna.

Così Dario Franceschini ricalca l’ex segretario Walter Veltroni sul partito a “vocazione maggioritaria”. Una scelta dimostratasi sempre perdente, fino all’autolesionismo, un “regalo” a Berlusconi che vince (grazie anche agli alleati) a man bassa e può governare “a vita”.

E’ oramai evidente che nessuno dei due poli è autosufficiente. “Il Pd non basta, e da soli siamo condannati all’opposizione”, parole di Enrico Letta. Che incalza: “Dobbiamo creare una alleanza che tolga il maggior numero di voti a Berlusconi. E più forte è il centro, meglio è”.

Tradotto, significa Pd alleato con l’Udc, o nuovo centro, galvanizzato dal processo di indebolimento del Pdl. Insomma, i voti che il Pdl perderà non andranno al Pd, si fermeranno al centro.

Ecco perchè il Pd deve fare chiarezza: o insegue la luna, dimenticando che l’autosufficienza ha prodotto solo sconfitte e delusioni, o torna a fare politica sui contenuti, tessendo alleanze.

Cioè fare quello che sempre fecero nella Dc De Gasperi, Fanfani, Moro, Andreotti e sull’altra sponda, nel Pci, Togliatti, Longo, Berlinguer.

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