Morire sgozzati in Italia: no al razzismo, ma basta "comprensioni" politiche

Morire sgozzati non è solo un fatto di cronaca nera.

In questo caso, con Sanaa Dafani 18enne di origine marocchina ammazzata vicino a Pordenone, col coltello dal padre, perché innamorata di un giovane italiano, si entra nella sfera politica e istituzionale, oltre che giudiziaria.

Nei paesi musulmani il crimine d’”onore” è la norma. Ma anche in Italia non si contano i soprusi, le punizioni, le ferite e i colpi mortali subiti dai più deboli (le donne) da parte di fidanzati, mariti, padri e parenti vari, spesso “musulmani” e comunque extracomunitari o immigrati che pensano così di conservare le rispettive “tradizioni”.

Si uccide in nome dell’”onore” perché si presume che anche in Italia sia, oltre che giusto, “lecito”.

Chi uccide è solo un assassino e come tale va giudicato, condannato e messo in galera a vita. Non è una questione di colore di pelle, di credo religioso.

La Lega, nella lotta per la “sicurezza”, spesso esagera, scade nel razzismo e confonde la causa con l’effetto. Però, specie a sinistra, è l’ora di finirla di invocare tolleranza e comprensione in difesa di "tradizioni" che portano offesa, sangue e lutti.

Altri coltelli sono in agguato. I tribunali devono fare il loro lavoro. Anche la politica.

  • shares
  • Mail
66 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO