Silvio Berlusconi: dimissioni se non verrà approvato il lodo Alfano?



Si è parlato spesso, nelle ultime settimane, delle possibili dimissioni di Silvio Berlusconi. Per molti l’accusa dell’ex moglie, Veronica Lario, secondo la quale avrebbe avuto dei rapporti sessuali con delle minorenni doveva essere sufficiente per realizzare un ricambio generazionale.

Così non è stato e il leader del Popolo della Libertà è ancora lì. Al posto di comando. E ci starà, probabilmente, fino alla fine della legislatura se il Lodo Alfano dovesse essere respinto dalla Corte Costituzionale che il prossimo 6 ottobre deciderà la validità del provvedimento.

Qualora quanto proposto dall’attuale Ministro della Giustizia dovesse risultare incostituzionale tutti i processi (irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi Mediaset, corruzione dell’avvocato Mills e istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all’estero durante la scorsa legislatura) a carico del Presidente riprenderebbero.

Al momento, per effetto del lodo, sono congelati tanto che l’avvocato di Stato Glauco Nori sostiene che per le attuali anomalie presenti in Italia l’approvazione del lodo sia necessaria.

“Una soluzione andava trovata e quella adottata con il lodo Alfano – ha dichiarato Glauco Nori - era la sola in grado di tutelare adeguatamente l’interesse personale dell’imputato e quello generale all’esercizio efficiente delle funzioni pubbliche. La soluzione è quella secondo la quale si producono i danni a somma minore”.

Lecito, a questo punto, chiedersi se la reale assenza di una coalizione politica in grado di sostituire l’attuale maggioranza sia sufficiente per approvare una legge che per stessa ammissione dell’avvocato di Stato non si basa sull’onestà.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
38 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO