Sanaa: la Lega Nord chiede alla famiglia di ritornare in Marocco



A meno di una settimana dall’uccisione di Sanaa, la ragazza marocchina uccisa dal padre a causa della relazione amorosa con un ragazzo professante la religione cattolica, alcuni esponenti continuano il proprio ragionamento affinché non si ripetano più delitti così scellerati.

All’iniziale apertura del Ministro Carfagna non è seguita, ahimé, l’elaborazione di un’idea da parte dell’opposizione. Sul fatto continua invece ad esserci la Lega Nord tanto che il sindaco di Azzano Decimo, comune dove risiede la famiglia di Sanaa, ha confermato su Radio 24 la propria intenzione a fare qualcosa.

Enzo Bortolotti, dopo le dichiarazioni rilasciate dalla madre della vittima e da altri vicini (secondo i quali quanto successo alla diciottenne è giusto), ha annunciato una propria collaborazione con la provincia affinché a queste persone siano dati tutti gli strumenti per tornare nel paese originario dove questo tipo di omicidi potrebbe essere tollerato.

L’esponente leghista non parla, ed è necessario sottolinearlo, di estradizione bensì di opzione.

Proponendo, con una comunicazione più sobria, una soluzione la Lega Nord ha dimostrato a molti esponenti politici, per lo più a sinistra, che per essere dei bravi amministratori è sufficiente conoscere il problema. E provare a risolverlo.

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