Il Fatto di Antonio Padellaro non fa notizia. Repubblica, La Stampa e L’Unità non scrivono del lancio



Per capire quanto il lancio del Fatto, previsto per dopo domani (mercoledì 23 settembre), possa rappresentare una boccata d’aria pulita, per l’attuale panorama editoriale, non è sufficiente ragionare sulle firme prestigiose che hanno deciso di aderire al progetto.

Per capire le potenzialità del nuovo progetto di Antonio Padellaro è sufficiente sentire il silenzio che attorno si sta creando. Come riportato da Dagospia la coalizione di Repubblica, formata da Ezio Mauro in collaborazione con due ex dipendenti illustri del gruppo Espresso (Concita De Gregorio e Mario Calabresi), non ha dato notizia del lancio del quotidiano.

Eppure, al di là degli argomenti che verranno affrontati e sui quali si deve ragionare sfogliando il giornale, le condizioni per scrivere del Fatto ci sono.

L’editoria sta vivendo la propria era glaciale. A causa della crisi in corso ci sono stati parecchi tagli. In un momento di restaurazione mediatica, non c’è mass media che abbia adottato uno schema già collaudato, del nuovo che avanza bisogna parlarne.

L’editoria sta vivendo la propria guerra dei Roses. Da una parte il Premier, e i suoi attacchi verso la stampa. Dall’altra, pochi, direttori a ribattere scrivendo tutto ciò che normalmente (e con tutto il rispetto che si merita) sarebbe demandato alle testate scandalistiche. Ragionare su altro, come chiesto anche da Franca Fossati, non sarebbe male.

L’editoria sta vivendo il proprio isolamento. Con una mano si scrive del progressivo avvicinamento alla dittatura berlusconiana, con l’altra si blocca l’evoluzione del pluralismo che potenzialmente una nuova testata dovrebbe agevolare.

Riassumendo. Come possono essere credibili delle testate che non considerano il lancio di un nuovo quotidiano una notizia?

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