Elezioni 2013: rifiutare la scheda? Non serve a niente


Un tormentone che torna spesso d'attualità in tempi di campagna elettorale è quello che riguarda la possibilità di rifiutare la scheda e far mettere a verbale il proprio rifiuto. È una forma di protesta che viene particolarmente promossa dagli ambienti grillini e che è protagonista di catene di mail più o meno tutte dello stesso tenore, e che invitano gli elettori delusi ad andare a votare, farsi vidimare la scheda senza toccarla, dopodiché rifiutare la scheda e pretendere che il rifiuto venga messo a verbale. In questo modo, a differenza delle schede bianche o nulle, il voto non potrà abbassare la quota di voti validi per il raggiungimento delle soglie per i partiti in relazione al totale dei voti. Ma è davvero così?

Neanche per sogno, perché si tratta di una bufala che ormai da anni viene smentita a tutte le tornate elettorali per poi ripresentarsi imperterrita. È vero che le schede nulle, come dice il nome, non vengono conteggiate come valide, e pertanto si abbassa la soglia di voti necessari per raggiungere uno sbarramento, ma il nostro sistema elettorale non prevede la possibilità di rifiutare la scheda. D'altronde sarebbe abbastanza illogico che un voto non espresso venga considerato nel computo dei voti validi. Insomma, rifiutare la scheda serve solo a creare caos nei seggi, come successo di recente alle regionali siciliane, quando una elettrice ha chiesto fosse messo a verbale il suo rifiuto e ha bloccato le procedure di votazione perché la procedura non era prevista.

Oltretutto la procedura consigliata ha dei risvolti comici, come quel dettaglio di "non toccare la scheda", perché toccandola verrebbe automaticamente annullata. Sarebbe divertente leggere un regolamento del genere. Allora meglio buttarla sul ridere, come fa Francesco Lanza sul suo blog:

a. Se tocchi la scheda puoi dire "Scheda TUA!" toccando qualcun altro e allora saranno cazzi suoi.
b. Non vale toccare la scheda e tenere le dita incrociate.
c. Non vale fare rialzo un piede sull'altro.
d. Si può dire ARIMO, ma il Presidente di Seggio può gridare ARIVIVERE.
e. Se arriva un delegato del M5S, e se questi raggiunge la cabina elettorale senza farsi vedere, può gridare ELEZIONE LIBERA TUTTI! e la tornata elettorale è tutta da rifare.
f. Sta sotto chi arriva ultimo.

E non fatevi ingannare da chi dice che "la legge lo prevede": la circolare del Viminale diramata lo scorso gennaio chiarisce che il cosiddetto “non-voto con rifiuto della scheda” non è mai stato disciplinato; secondo la legge se l’elettore, dopo essersi registrato, riconsegna la scheda senza neanche andare in cabina, l’elettore debba essere conteggiato tra i votanti e la scheda considerata nulla.

Insomma, tanto vale utilizzare i cari vecchi sistemi per esprimere un voto di protesta, cercando di avere un po' di inventiva nell'annullare la scheda, perché se provate a rifiutare la scheda e chiedere che sia messo a verbale, l'unico risultato che potrete ottenere – a parte creare il caos nel seggio e farvi odiare da chi aspetta dopo di noi – è che il presidente di seggio annulli la scheda. E quindi rifiutare la scheda non serve a niente.

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