Intervista - Giuseppe Civati a polisblog: "Il Partito Democratico non ha ancora scelto il candidato per le prossime elezioni regionali in Lombardia"


All’inizio del congresso del Partito Democratico mancano dieci giorni. Tanti altri ne serviranno per capire cosa si deve cambiare. Chi tra Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino rappresenta meglio il progetto politico orfano di Walter Veltroni.

A credere fortemente in questo cambiamento il consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati che nell’intervista, di seguito riportata, prova ad analizzare il proprio partito. Sia a livello nazionale. Sia a livello regionale.

Popolare in internet, vieni difficilmente coinvolto dai media tradizionali (tv, radio e stampa) tanto che sulla mozione (che tu sostieni) di Ignazio Marino si sa poco. Secondo te perché è accaduto questo? Colpa solo dei media o anche del PD?

È colpa di uno schema, lo chiamerei così. Solo ciò che è già noto viene rappresentato. In questo senso, sistema dell'informazione e sistema della politica si corrispondono perfettamente. Non è colpa di nessuno in particolare, ma certo, dopo aver sentito parlare tanto di contendibilità (una delle parole difficili della politica italiana), ci saremmo attesi un po' più di attenzione. Anzi, di curiosità, per una proposta inedita e originale.

Confronto. In vista del congresso sia tu, che le persone che con te hanno lavorato sulla mozione Marino, hanno proposto un confronto tra i candidati alla segreteria. Per chi, della vicenda, non ne sapesse niente ci spieghi come stanno i fatti?


Semplicemente che gli altri due candidati, in particolare Dario Franceschini, non ritengono necessario un confronto tra i tre candidati alla segreteria nazionale. Un fatto per me incredibile, dal momento che mi pare utile e democratico confrontarsi a viso aperto. Abbiamo chiesto un confronto, insomma, che ci è stato di fatto negato.

Roberto Formigoni. Sembra che per le prossime elezioni regionali in Lombardia sarà lui il candidato dell’attuale maggioranza. Potresti essere tu quello del Partito Democratico o dobbiamo aspettarci una promozione di Filippo Penati (già presidente della Provincia di Milano)?

Innanzitutto dovremmo poterne discutere. Mi auguravo che della questione si occupasse questa fase congressuale, invece leggo moltissimi che consigliano di discuterne dopo. Anche in questo caso, sarei molto più democratico e, in occasione delle primarie del 25 ottobre, chiederei ai cittadini e agli elettori chi è per loro il migliore candidato possibile. Celebrare, come è stato proposto, le primarie a gennaio, è tardissimo: si vota il 21 marzo, e né Penati, né Civati, né nessun altro possono farcela in così poco tempo ad accreditarsi presso la società lombarda come alternativa a Formigoni. Sul nome del candidato, posso solo dire che sono in molti a chiedermelo.

Matteo Renzi. I mass media che si sono occupati degli outsider del Partito Democratico vi ha spesso messi a confronto. Tu, sul tuo blog, hai fatto sapere di non condividere la sua astensione. Perché?


Perché le opzioni in campo sono abbondantemente rappresentative di tutte le possibili sensibilità. Matteo, però, ha ragione a parlare di partito del 26 ottobre. Quello che anche a me interessa di più, a congresso finito, per fare finalmente le cose di cui stiamo parlando. Uniti e decisi, come non siamo mai stati.

Poniamo che i sondaggi risultassero veri e il nuovo segretario del Partito Democratico fosse Pierluigi Bersani. Cosa resterà del lavoro fatto insieme a Ignazio Marino?
I sondaggi?! Anche per il Congresso del Pd? No, io non li leggo. Mi baso sui primi dati e sull'istinto. Ed è ancora tutta da giocare, la partita congressuale. Il nostro lavoro, in ogni caso, e la nostra rete soprattutto non si perderanno. Anzi.

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