Selva condannato annuncia l'uscita di scena

Il senatore Gustavo Selva compirà in agosto 82 anni. A poche ore dalla chiusura delle liste, ha sciolto le riserve in merito alle prossime elezioni annunciando di non volersi presentare. Una scelta che lui stesso commenta così: ''Avrei potuto già da ieri firmare presso il notaio Matella in Via dell'Umiltà l'atto di accettazione della candidatura che mi era stato richiesto. Non l'ho fatto proprio perché attendevo l'esito dell'odierno processo''.

Il processo di cui si parla è quello relativo all'accusa di truffa aggravata per aver usufruito di un'ambulanza fingendo un malore, per la quale ha ottenuto una condanna di sei mesi e 200 euro di multa. La sentenza, prosegue il senatore, "mi impone un unico e preciso dovere politico e di coscienza come cittadino e come parlamentare". Quello appunto di non candidarsi al Senato della Repubblica nel Collegio del Veneto, pronto per l'occorrenza.

Bene. Ma di questa vicenda triste e forse tipicamente italiana, ciò che rammarica maggiormente è che, nonostante la vergogna per l'episodio, si fosse pensato di riproporlo al voto dei cittadini. Una volta si disse che la moglie di Cesare doveva essere al di sopra di ogni sospetto. Ma Cesare è morto, e dei cesari di oggi è meglio non parlare.

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