Berlusconi vuole lo sbarramento del 4% alle regionali. E il Pd tace

Alla chetichella, il centrodestra prepara il colpo di mano per modificare ancora la legge elettorale, portando lo sbarramento (di lista e non di coalizione) al 4 per cento sin dalle prossime elezioni regionali di marzo 2010.

Si vuole così ripetere quanto già fatto per le europee.

La motivazione, una scusa bella e buona, è sempre la stessa: ridurre la frammentazione per evitare i condizionamenti dei piccoli partiti sulle coalizioni. In effetti si forza la mano per cambiare le regole del gioco con la partita già avviata e per arginare con atti “amministrativi” la crisi politica del sistema bipolare.

Lo sbarramento, oltre al carattere antidemocratico, violerebbe la Costituzione, in quanto le Regioni hanno potestà sulle rispettive leggi elettorali, ovviamente dentro la stessa Costituzione.

Insomma, Berlusconi e soci vogliono usare la ramazza anche per le Regioni, far piazza pulita di forze “minori”, in modo da essere facilitati nel compito di una normalizzazione senza più confini. La logica è sempre la stessa: non disturbare il manovratore.

E il Pd? Finge di non vedere.

Non capisce che gli stanno facendo terra bruciata. E scavando la fossa.

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