Elezioni 2013: Antonio Ingroia e la Rivoluzione civile che non ha convinto nessuno

Antonio Ingroia non ha convinto nessuno, così come non ha convinto nessuno la sua operazione che consisteva nel fare un bel mappazzone fra Verdi, Comunisti italiani, Rifondazione, Italia dei Valori e forse qualche area movimentista che al momento mi sfugge.

Fatto sta che il progetto, che aveva fatto storcere il naso a molti fin dal principio, si è rivelato per quel che era: semplicemente velleitario. E anche se Ingroia si è lamentato del fatto che le tv lo abbiano oscurato (sarà. Ma è l'anno in cui Grillo in tv non ci è mai andato, e guarda un po' che è successo), le ragioni del fallimento, in realtà, sembrano ritrovarsi proprio in questa eterogeneità un po' personalista che evidentemente all'italiano di sinistra (ma l'Idv è di sinistra?) è sembrata invotabile, tranne che per 600 o 700mila italiani (o poco più).

In ogni caso, il richiamo alla desistenza non sarebbe servito a molto (giusto in qualche regione fortemente in bilico come il Piemonte).

Risultato della Rivoluzione: comunisti ancora fuori dal Parlamento, Idv e reduci dipietristi dissolti. Ingroia può serenamente tornare a fare il magistrato (ammesso che nel suo ruolo d'origine possa tornare ad avere credibilità).

Alberto Puliafito
@albertopi

Antonio Ingroia e Rivoluzione Civile

Fusione dei tradizionali partiti di sinistra, dei movimenti civici e dell'associazionismo, Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia si presenta alle urne delle elezioni politiche 2013 con l'obiettivo di riportare in Parlamento quella rappresentanza progressista che è rimasta fuori nelle elezioni del 2008. Progetto costruttivo o cartello elettorale? Questa è la domanda che ha circondato il movimento di Antonio Ingroia nel corso della campagna elettorale e che gli ha causato diverse defezioni eccellenti.

Nato nella sua attuale forma solo a dicembre, le radici del movimento affondano però nel tentativo della galassia di sinistra di trovare una nuova identità. Un primo tentativo è stato quello del Soggetto politico nuovo, un progetto portato avanti dal "girotondino" Paul Ginsborg e da altri accademici che ad aprile creano ALBA, Alleanza Lavoro Benecomune Ambiente, con l'obiettivo di riunire il mondo delle associazioni che è stato alle spalle, per esempio, del referendum per il no alla privatizzazione dell'acqua e al nucleare.

A loro si affianca qualche mese il movimento d'opinione "Cambiare si può", che oltre ai professori di ALBA riunisce personalità della società civile come don Gallo, Vittorio Agnoletto, Heidi Giuliani, e della cultura come Moni Ovadia, Sabina Guzzanti, Massimo Carlotto e Oliviero Beha. Cambiare si può nasce da un appello per un'iniziativa nuova che vada al di là sia della vecchia politica che del populismo grillino, rifacendosi alle politiche sociali e alla giustizia. A dicembre Cambiare si può prende forma sotto la guida del sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che crea il Movimento Arancione. Il suo obiettivo iniziale è quello di fare un "partito dei sindaci" che metta insieme anche Leoluca Orlando e Giuliano Pisapia e comprenda Sinistra Ecologia e Libertà in modo da farsi interlocutore del PD.

Ma presto sia Pisapia che Vendola mollano il progetto, e il movimento di de Magistris deve trovare interlocutori in quello che resta della sinistra radicale. Presto si comincia a fare il nome di Antonio Ingroia come possibile candidato premier del Movimento Arancione, che intanto ha preso una connotazione più giustizialista (il "partito dei manettari" viene etichettato dai giornali di centrodestra). Il magistrato, che da poco è in Guatemala come inviato dell'Onu, prima tentenna, poi partecipa all'evento costitutivo del partito senza sbilanciarsi sulla candidatura, infine a dicembre accetta l'investitura e presenta Rivoluzione Civile, lanciando un appello ai partiti e ai movimenti della galassia della sinistra.

All'appello rispondono Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, che ormai disperavano di entrare in Parlamento, e in un secondo momento si aggiunge l'Italia dei Valori di Di Pietro, rimasta fuori dall'alleanza di centrosinistra. La genesi del Movimento però non è facile, e alla stesura delle liste comincia una lunga trafila di defezioni: i primi sono i professori di ALBA, che accusano Ingroia di averli snobbati. Poi tocca a Salvatore Borsellino, Vittorio Agnoletto, Gildo Claps e Il Popolo Viola, seguiti dal giornalista Alessandro Gilioli. Tutti accusano Ingroia di essere stato presto "in ostaggio" dai vecchi partiti della sinistra, i cui leader si sono assicurati i primi posti delle liste elettorali a discapito della società civile, e di fare politica "vecchio stampo". Lo stesso de Magistris puntualizza che Rivoluzione Civile e il Movimento Arancione sono due cose diverse. Nel frattempo però Ingroia si assicura anche candidature eccellenti come quella di Sandro Ruotolo, che si presenta anche alle Regionali del Lazio. Nel corso della campagna elettorale si è parlato di una possibile desistenza tra Rivoluzione Civile e il PD nelle regioni in bilico al Senato, ma alla fine Ingroia ha presentato liste in tutte le circoscrizioni elettorali.

Il programma. Le proposte programmatiche di Rivoluzione Civile, a partire dai principi di uguaglianza e libertà sanciti dalla Costituzione, si è andato costruendo tramite Internet con le proposte degli aderenti, l'invio delle idee e il confronto. Questi sono i principali punti del programma di RC.
Europa. Autonomia dai poteri finanziari e riforma istituzionale dell'Unione. No al fiscal compact, il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale;
Legalità e antimafia. RC si propone non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Inoltre, totale contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione, il ripristino del falso in bilancio e l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale.
Laicità dello Stato. Riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. No al razzismo, al femminicidio e al sessismo. Sì all'autodeterminazione della persona.
Lavoro. No al precariato, sì a un contratto collettivo nazionale, al ripristino dell’art. 18 e a una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Introduzione del reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Aumento delle retribuzioni a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime.
Piccole e medie imprese. La rinascita del paese deve partire dall'abolizione del vincolo malativoso e della burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy;
Ambiente. Fermare i cambiamenti climatici e il consumo del territorio. No alla TAV in Val di Susa e al Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog;
Uguaglianza. No all'IMU sulla prima casa, la tassa va estesa agli immobili commerciali della Chiesa e va istituita una patrimoniale per i più ricchi. Diritto alla casa e recupero del patrimonio edilizio esistente. Tetto massimo per le pensioni d’oro e cumulo pensionistico. Abrogazione della riforma pensionistica Fornero. Lotta all'evasione fiscale.
Cultura e informazione. Garantire l'accesso universale al sapere. Abolizione della riforma Gelmini e di qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione. Stabilizzazione del personale precario e valorizzazione del patrimonio culturale, storico e artistico. Riforma del sistema radiotelevisivo, libero accesso a internet e nuova legge sul conflitto di interesse.
Pacifismo. Ritiro delle truppe italiane impegnate in missioni di guerra. Sì alla cooperazione internazionale. Abrogazione della riforma Monti delle Forze Armate, taglio delle spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35 e di tutti i nuovi armamenti.
Politica pulita. Incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Eliminazione dei privilegi della politica, della diaria per i parlamentari, tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introduzione per legge del limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali.

I sondaggi accreditano Rivoluzione Civile attorno al 4%, dovrebbe quindi essere in grado di superare la soglia di sbarramento alla Camera. Per quanto riguarda il Senato, appare molto difficile il raggiungimento dell'8%, se non in regioni come la Sicilia o la Campania in cui i dati sono particolarmente positivi.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO