Quote rosa: Milano come Taranto. Nella giunta di Roberto Formigoni nessuna donna



Se la decisione del Tar di Lecce, a seguito della quale la giunta di Taranto si è dovuta sciogliere per assenza di esponenti politici femminili, fosse applicata anche in altri contesti Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, dovrebbe riformare il proprio gruppo di lavoro.

Come sottolineato da Giuseppe Civati, consigliere regionale per il PD, la giunta dell’esponente politico appartenente al Popolo della Libertà è composta esclusivamente da uomini. Stando, per tanto, alle dichiarazioni fatte da alcune donne appartenenti al partito di Silvio Berlusconi anche la giunta di Roberto Formigoni dovrebbe essere sciolta.

Questo, probabilmente, non accadrà. Non c’è da stupirsi. Le quote rosa, oltre che azzerare il concetto di merito dei singoli esponenti politici, creano spaccature all’interno degli stessi partiti.

Al di là di quanto detto sulla sentenza da Dario Franceschini, il Partito Democratico non ha sull’accaduto un pensiero comune.

A pensarla diversamente da Anna Finocchiaro, secondo la quale lo strumento delle quote rosa non sta facendo bene il proprio lavoro, Anna Paola Concia. La sostenitrice di Ignazio Marino, nonché lesbica dichiarata, ha precisato pubblicamente che le quote rose debbano essere rispettare.

Lecito, analizzando quanto detto da Anna Paola Concia, chiedersi se a rivolgersi al Tar la prossima volta saranno gli omosessuali. O i transgender. O altre minoranze.

A quando delle quote basate sul merito?

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