Rassegna stampa estera: Berlusconi, Michelle Obama, Fini e molto altro


Anche questa settimana Silvio Berlusconi è stato al centro dell'attenzione della stampa straniera. Ultimo episodio in ordine di tempo, il mancato abbraccio tra il primo ministro italiano e la first lady americana Michelle Obama al G20 di Pittsburgh.

Il Daily Telegraph ha raccontato quanto avvenuto nel corso del vertice:

La signora Obama deve avere deciso che se una donna doveva essere fotografata insieme a Berlusconi giovedì sera, non sarebbe stata lei. Una stretta di mano, impartita con la cautela di chi mette in bocca un topo morto a un coccodrillo, è tutto quello che il premier italiano ha ricevuto da lei, nonostante i suoi migliori sforzi di mettere in moto il suo charme latino

Mentre Barack Obama ha fatto cenno verso sua moglie per presentarla, Berlusconi ha sollevato le braccia con un palese gesto di gioia. Non è chiaro se stesse semplicemente valutando il suo aspetto o se la stesse incoraggiando a venire verso di lui per un abbraccio ma un Obama dallo sguardo severo voleva chiaramente farlo proseguire oltre, sospingendolo con una serie di pacche sulle spalle che probabilmente non hanno compensato in nessun modo quella che non ha ottenuto dalla First Lady

Sullo stesso tema, sempre in UK, il popolare Daily Mirror:

Il noto sciupafemmine si è fatto vedere da solo ma ha immediatamente rivolto le sue attenzioni alla moglie di Barack, Michelle. Alzando le mani in segno di gioia, non è riuscito a mantenere la sua eccitazione quando è apparsa la first-lady, ma tutto quello che ha ricevuto è stata un'occhiata di disapprovazione da suo marito

Un comportamento, quello della first lady, che non è stato esente da critiche. Quelle ad esempio di Adrian Michaels il quale ha pubblicato sul suo blog sulle pagine del Telegraph un articolo intitolato "Che brutta figura! (in italiano nel testo, ndt) Michelle Obama non avrebbe dovuto evitare le avances di Berlusconi", nel quale abbondano peraltro le ironie sul primo ministro italiano:

Dilemma di galateo n° 412: un anziano seduttore, perseguitato da storie di infedeltà, prostituzione e scandalo, che sembra più interessato alla lascivia che alla democrazia, vuole un buon vecchio saluto all’italiana ad un ricevimento di gala. Saresti tenuta ad avvicinarti e a dargli un caloroso abbraccio e due baci sulla guancia. Hai già dato – o stai per dare – un saluto personale equivalente ad altri VIP. Ci sono telecamere dappertutto. Ma te la fai sotto dalla paura. Lui è spesso causa di imbarazzo. E quel che è peggio, tu sei nera e lui ha fatto delle osservazioni molto discusse sull’ “abbronzatura” di tuo marito. Sei la moglie del presidente americano. (..) Michelle Obama si è sottratta alle sue responsabilità di affascinante padrona di casa. (..) Spiacenti Signora O, ma non importa quello che pensa di Berlusconi, non può farla così facile. O stringe la mano a tutti, oppure fa buon viso a cattivo gioco e abbraccia il vecchio. Non può pomiciare con Gordon Brown e dare a Silvio una viscida stretta di mano. Sono cattive maniere

L'autorevole settimanale Economist ha da parte sua raccontato i crescenti contrasti tra Fini e Berlusconi in un pezzo intitolato "Il sultano e il visir":

Poteva sembrare come il primo colpo di un ammutinamento. Ma dal momento in cui il primo serio episodio di contrasti interni al governo di Silvio Berlusconi fin dal suo insediamento nel maggio 2008 si è concluso, è apparso chiaro quanto il primo ministro italiano resti sicuro, nonostante gli scandali sessuali che lo circondano. (..) Nel lungo periodo, non c’è dubbio che Fini aspira ancora alla leadership. Ma nel breve periodo, si dovrà accontentare delle promesse di più collegialità da parte del primo ministro. C’è qualche indizio del fatto che anche il PdL potrebbe congiurare un atteggiamento più vivace nelle prossime settimane. Ma per quanto tempo? Il primo ministro gestisce sempre più quello che Giovanni Sartori, uno scienziato politico, ha definito un “sultanato”. E i sultani hanno generalmente una pazienza limitata nei confronti dei loro Visir, per quanto possano essere eccellenti

Sullo stesso argomento il New York Times:

L’estate di scandali sessuali può anche non aver fatto cadere Berlusconi. Ma ha decisamente allentato la sua presa sulla sua coalizione di centrodestra, le cui fazioni stanno spingendo non solo per avere più potere ma anche per la successione – una possibilità ancora piuttosto remota che solo recentemente è emersa nel confronto nazionale. “Sta diventando un situazione stile Macbeth”, ha dichiarato Franco Pavoncello, scienziato politico e presidente della John Cabot University a Roma. Gli alleati di Berlusconi “sentono l’odore del sangue” – ha aggiunto – “ma non hanno abbastanza potere” per rimuoverlo

In Olanda NRC Handelsblad ha titolato "Scricchiola il trono di Berlusconi ":

Silvio Berlusconi gode ancora di una larga maggioranza in Parlamento. Controlla i media come mai prima d’ora. Ma il trono del Cavaliere, che domina la politica italiana già da 15 anni mostra delle incrinature. Il suo potere è in calo. (..) Un’estate piena di rivelazioni sugli scandali sessuali è finita in un autunno pieno di alterchi. Il premier ha incrociato le lame con più o meno tutti. La Chiesa, la magistratura, la stampa, l’opposizione ed anche il suo compagno di partito Gianfranco Fini le hanno prese. L’aggressività degli attacchi è eccessiva perfino per i canoni italiani. Si pone la domanda se il premier, con le spalle al muro, avrà reazioni pericolose e magari funeste. Oppure sta lavorando alla sua ennesima risurrezione miracolosa? Il Cavaliere, gli italiani lo sanno bene, dà il meglio di sè quando deve difendersi da posizioni insostenibili per qualunque altra persona. (..) Secondo il sondaggista Nando Pagnoncelli, il 74 per cento degli italiani dice che gli eccessi di Berlusconi non hanno alcun effetto sull’opinione che hanno di lui. Anche Berlusconi ne è convinto: la maggior parte degli italiani vorrebbe essere come me. Si riconoscono in me e nel modo in cui mi comporto. Ma molti italiani che hanno passato le loro vacanze all’estero sono scioccati dal modo in cui l’immagine dell’Italia è stata danneggiata da Berlusconi

In Spagna El Pais ha parlato dei continui scontri tra il primo ministro italiano e i media:

In Italia continua a giocarsi la battaglia politica tra Silvio Berlusconi e la stampa. Il primo ministro oggi ha attaccato di nuovo i giornalisti e dopo il consiglio dei ministri ha annunciato che il suo Governo non risponderà a “domande su pettegolezzi”. (..) Le minacce più o meno velate e i messaggi intimidatori contro i media che lo criticano, invece, continuano a riempire i media affini o di proprietà di Berlusconi. Lunedì sera, il programma di Canale 5 Striscia la notizia ha trasmesso un video su Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, con un fotomontaggio di pessimo gusto che lo mostrava nudo con due veline di fianco. Oggi, il quotidiano Libero, controllato dal primo ministro, riportava il fotomontaggio sulle sue pagine, e per giustificarlo accusava il quotidiano di centro-sinistra di essere un “superpartito”

Il Times ha commentato in questo modo la prima puntata di Annozero, coincidente con la prima apparizione in tv di Patrizia D'Addario:

E’ la prima volta che molti italiani hanno scoperto che il loro primo ministro ha – stando alle accuse – passato la notte con una prostituta. (..) Benchè la sua storia, e altre simili, fossero state ben documentate dai quotidiani nazionali e dalla stampa estera, lo scandalo riguardante il primo ministro ha avuto una scarsa copertura da parte della televisione – la principale fonte di informazioni per molti italiani. Fino al momento in cui il programma è effettivamente andato in onda, molti credevano che sarebbe stato cancellato dai palinsesti. (..) Quest’anno l’Italia è stata l’unico paese occidentale a scivolare nella categoria di paese “parzialmente libero” nell’indice globale di libertà di stampa, occupando la 73esima posizione sui 195 nazioni in tutto il mondo, tra il Benin e Tonga. L’impero mediatico di Berlusconi controlla molti canali televisivi, quotidiani e stazioni radio. (..) Secondo i commentatori il programma potrebbe essere uno spartiacque nell’incoraggiare un’ulteriore esame di Berlusconi da parte della stampa. “In un certo senso, la domanda non è tanto perché ci è voluto così tanto ad arrivare a questo punto, ma piuttosto come si è arrivati a questo punto?”, ha dichiarato il prof. John Walston, esperto di relazioni internazionali all’Università Americana di Roma. A suo avviso si tratta della prima volta che la vita privata di un primo ministro italiano è oggetto di tanta attenzione da parte dei media

Sullo svedese Dagens Nyheter, la giornalista di origine italiana Cecilia Schwartz ha dedicato un pezzo al discusso documentario del suo connazionale Eirk Gandini, Videocracy:

Nessuno diventa profeta in patria. L’italo-svedese Erik Gandini invece lo è diventato in entrambe le sue. Il pubblico invade i cinema italiani e svedesi per vedere il suo celebratissimo documentario “Videocracy”. Il film ha avuto un tempismo perfetto uscendo nelle sale proprio quando la terra sotto i piedi dell’impero di Berlusconi trema più forte che mai, dopo tutti gli scandali sessuali e i durissimi attacchi dei media. (..) E c’è qualcosa nella fascinazione degli svedesi per l’Italia che io – da mezza italiana – fatico a sopportare. La volontà di rendere esotico e perciò banalizzare. Molti di quelli che vanno a vedere “Videocracy” vogliono senz’altro capire i meccanismi dietro alla TV-spazzatura italiana, ma altrettanti lo vedono come l’ennesimo capitolo dell’eterna soap sull’Italia. Il paese dei miracoli che non è mai noioso, mai prevedibile, mai politicamente corretto. Nemmeno i suoi lati oscuri mancano di attrattiva: il fascismo, la camorra, il terrorismo, la corruzione e le giungle della prostituzione. Violenza, potere e sesso. Le cose più primordiali. In realtà però è solo triste. Soprattutto per le donne

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