Ore 12 - La "debacle" della SPD tedesca scuote la sinistra italiana e gela il PD di Bersani/D'Alema

altroLe ripercussioni del voto tedesco ci sono in tutta Europa e in particolare in Italia.

“Lo choc tedesco investe la sinistra italiana”, titola oggi Il Corriere della Sera. Già.

Sfarinata la “terza via” di Blair e Schroeder, la sinistra è davvero su un binario morto. Nel 2000 i governi di centrosinistra nell’Ue erano 10 su 15, oggi il centrodestra arriva a 20 su 27.

Il crollo dei socialdemocratici tedeschi, una debacle storica, investe come una doccia fredda il Pd e scuote come un uragano tutta la sinistra.

C’è chi si consola dietro l’inaspettato successo della Linke (ex comunisti e fuoriusciti della Spd) e si associa all’esaltazione di Oskar Lafontaine. E’ vero, non solo in Germania, c’è una sinistra/sinistra attorno al 10 per cento. Anche in Italia è così. Ma sono voti “utili”? Sono voti per una forte opposizione ma che condannano la sinistra all’opposizione.

Di questo c’è da prendere atto. Insieme al fatto che il modello bipolare è stato battuto e in Germania esistono in Parlamento cinque forti formazioni politiche. Allora?

Per uscire dalla sua crisi, per la sinistra italiana non è percorribile né la via “socialdemocratica” e né quella “radicale”. La sinistra deve ripensare se stessa, capire la società di oggi e i fenomeni politici che ne derivano, come il berlusconismo.

E la politica italiana in generale non può pensare di uscire dalla sua crisi perseverando su un bipolarismo secco, che ha già fallito. Ci vuole uno scatto per rimuovere le acque stagnanti della nostra politica.

Altrimenti teniamoci il Cav. Sperando solo nella … provvidenza.

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