Congresso Pd: Bersani vince a casa di Franceschini. Democrazia o guazzabuglio fantozziano?

Le vittorie fuori casa valgono di più e hanno un sapore tutto particolare. Specie in politica.

Non fa eccezione quella di Pier Luigi Bersani ottenuta sabato a Roma nella “tana del lupo”, cioè al congresso nel circolo del Pd dove è iscritto Dario Franceschini, il suo principale avversario nella corsa alla segreteria del partito.

Il segretario uscente, ferrarese di nascita e romano d’adozione, era presente all’assise, è ovviamente intervenuto perorando la propria mozione.

Niente da fare: Bersani ha ottenuto il 61% (227 voti) contro il 21% (88 voti) di Franceschini e il terzo competitor Ignazio Marino ha avuto il 18% (74 voti). Al voto hanno partecipato 415 persone su 623 iscritti.

Franceschini, non solo nel suo circolo, punta nel giro di “ritorno” delle primarie, certo di ribaltare il risultato dei congressi favorevoli a Bersani.

Come è noto, la kermesse congressuale del Pd si gioca in due tempi: nel primo round votano gli iscritti al partito e chi vince non vince … niente. Un primo posto virtuale.

Perché lo aspettano le forche caudine del secondo round, le primarie, dove nei gazebo votano gli … elettori.

La quadratura del cerchio della democrazia o un guazzabuglio fantozziano? Chi vivrà vedrà.

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