"Lo scudo delinquenziale": il Passaparola di Marco Travaglio

Lo scudo fiscale, ovvero il condono per gli onesti cittadini che hanno portato i loro capitali all'estero, senza prendersi la briga di dichiararli al fisco e di pagarci le tasse, diventerà presto una delle luccicanti norme che fanno grande il nostro ordinamento. E allo scudo delinquenziale (le sue definizioni sono spesso piuttosto azzeccate) Marco Travaglio dedica il Passaparola settimanale, ritagliando un po' di tempo alle quotidiane fatiche al Fatto Quotidiano (a proposito, lo avete letto? Che ve ne pare?). L'apertura non poteva che essere dedicata alla questione AnnoZero, alle infinite polemiche contro il programma di Santoro e alla delirante campagna di Libero e Giornale contro il canone Rai, che va bene quando serve a pagare Paris Hilton e Maradona ma non quando sostiene i programmi komunisti di Santoro, Floris e Fazio.

Passando al nocciolo della questione, Travaglio spiega che Lo scudo fiscale è una soave espressione per nascondere il condono sugli evasori, sui trafficanti di droga, di armi, di persone umane, però lo scudo fiscale uno dice “ è lo scudo che mi protegge da qualcosa”, ti protegge dai gendarmi che ti dovrebbero portare via, perché non hai pagato le tasse su capitali che hai dovuto nascondere, perché spesso li hai accumulati con attività di mafia, di ‘ndrangheta, di traffici illegali.

Ricordando gli effetti non proprio miracolosi degli altri condoni del grande "ministro" Tremonti, Travaglio rammenta che Nel 2001 abbiamo incassato 1 miliardo e mezzo di Euro: avevano detto che ne avremmo incassati 7 o 8; nel 2003 avevano previsto 15 miliardi di introiti: sapete quanti ne sono arrivati? Sono arrivati 600 milioni, cioè è arrivato circa un trentesimo di quello che avevano previsto.

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