Giorgio Napolitano dice sì allo scudo fiscale. Non è servita la campagna del Fatto di Antonio Padellaro



I giornali possono informare. Spiegare. E talune volte anche dissentire. Ad oggi, in Italia almeno, non possono modificare il lavoro delle istituzioni. Lo sa bene Repubblica. Da oggi ne è a conoscenza anche la redazione del Fatto, il nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di firmare la legge sullo scudo fiscale malgrado l’appello lanciato dal quotidiano a comportarsi diversamente. Probabilmente, come sostiene il Corriere della Sera, il sì del Quirinale arriverà con delle puntualizzazioni.

Di fatto l’opposizione fatta sia dal Partito Democratico, che da dall’Italia dei Valori, non è servita a nulla. Per evitare l’introduzione di una legge, grazie alle quale verranno riportati in Italia con modalità poco lecita dei capitali, servivano delle proposte. E non degli aggettivi.

Per capire cosa potrebbe aspettarci dopo l’introduzione di questa legge è sufficiente riflettere su alcune considerazioni fatte da Tito Boeri al Fatto:

“Approvare un condono significa preparare il terreno per i successivi, perché si riducono gli incentivi dei contribuenti ad avere un corretto rapporto con il fisco. E questo è ancora più grave perché in campagna elettorale Tremonti aveva promesso in televisione, davanti agli italiani, che non ci sarebbero più stati condoni dopo quelli varati nei precedenti governi Berlusconi”.

Su cosa altro deve succedere per avviare la fase del “vale tutto”?

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