Leggiamo la Costituzione: speciale "lodo Alfano" (quarta parte)

Palazzo della Consulta

[Le "puntate" precedenti: prima parte, seconda parte, terza parte]

Come si instaura un giudizio di costituzionalità di una legge o di un atto avente valore di legge? In base alla normativa vigente esistono due modi: il procedimento in via incidentale (anche detto in via d'eccezione) e il procedimento in via d'azione (o in via principale).

Il primo può prendere avvio, su istanza di una delle parti o del pubblico ministero, nel corso di un comune giudizio civile, penale o amministrativo. Il secondo, invece, può essere promosso dallo Stato, dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Non esiste, dunque, nel nostro ordinamento, il ricorso diretto alla Corte costituzionale.

Il privato cittadino che si senta leso nei suoi diritti da una legge (o da un atto avente valore di legge) non può ricorrere direttamente al giudice della legittimità costituzionale. Può farlo soltanto nel corso di un giudizio comune, allorché sia necessario applicare la legge (o l'atto avente valore di legge) da cui egli si reputi leso. Tale meccanismo serve a dare concretezza ai giudizi di costituzionalità, che, pertanto, riguardano norme in corso di effettiva applicazione e non disposizioni astratte. La questione di legittimità costituzionale comunque può essere sollevata anche d'ufficio dallo stesso giudice del processo comune.

Quando la questione è eccepita da una delle parti, il giudice del processo comune, nel quale si vuole sollevare la questione di legittimità costituzionale, deve svolgere alcune valutazioni preliminari: in particolare, deve verificare che la questione sia "rilevante", ovvero che riguardi una norma giuridica che deve necessariamente trovare applicazione nel processo in corso (se si sta svolgendo un processo per truffa, ad esempio, non può essere sollevata una questione di costituzionalità relativa alla disposizione normativa che prevede l'omicidio colposo, che nel suddetto processo non troverà mai applicazione) e che non sia "manifestamente infondata", vale a dire del tutto priva di consistenza, pretestuosa.

Da qualche anno a questa parte la Corte costituzionale chiede ai giudici comuni che intendano sottoporle una questione di legittimità costituzionalità relativa ad una legge (o ad un atto avente valore di legge) di effettuare anche un'altra verifica preliminare, consistente nel tentativo di trovare una interpretazione adeguatrice (o conforme a Costituzione) della disposizione di dubbia legittimità. Che significa?

Significa che il giudice, prima di rivolgersi alla Corte costituzionale, deve tentare di dare alla disposizione normativa un significato conforme ai principi della Costituzione. Soltanto se ciò non è possibile in alcun modo (per il tenore letterale della disposizione), il giudice può rimettere gli atti alla Corte e sospendere il giudizio in corso, in attesa del responso di quest'ultima.

Il procedimento in via incidentale è il metodo principale di instaurazione dei giudizi di legittimità costituzionale. Attraverso tale canale il "lodo Alfano" è stato sottoposto al controllo della Corte. (Continua...)

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