Elezioni 2013 - Beppe Grillo su Twitter: «Assisteremo a una riedizione del governo Monti»

16.26: «Assisteremo a una riedizione del governo Monti»


16.22: «Il M5S non si allea con nessuno».


16.20: dopo l'intervista, Grillo sente il bisogno di precisare bene su Twitter. Prima le modalità per scegliere il candidato Presidente della Repubblica del M5S, che sarà deciso online.


Beppe Grillo intervistato su SKY

Beppe Grillo intervistato su SKY

Beppe Grillo intervistato su SKY
Beppe Grillo intervistato su SKY
Beppe Grillo intervistato su SKY
Beppe Grillo intervistato su SKY

15.30: la lunga intervista, quasi una conferenza stampa estemporanea tenuta da Grillo, come dicevamo, letteralmente assediato dai giornalisti, è terminata. Per alcuni lunghissimi istanti la sensazione era quella di assistere a un dialogo fra sordi. Grillo che parlava di visione del mondo, i giornalisti che volevano sapere cose concrete. Perché c'è da formare un governo. Da eleggere un Presidente della Repubblica. Da capire cosa accadrà.

Ma il tema di tutto il discorso di Grillo, che più d'una volta scherza – quasi si riconcilia – con la categoria dei giornalisti, è il cambiamento: il leader del M5S sembra in difficoltà, a dover rispondere a domande concretissime, perché vuole parlare del piano per i prossimi 20 anni, non della «prima cosa che farà».

Volendo fare un'analisi di quel che si è visto, viene da dire che probabilmente nemmeno Grillo si aspettasse non tanto un successo del genere, quanto il fatto che la situazione fosse questa.

La verità è che il Movimento Cinque Stelle aveva bisogno di qualche anno di opposizione, per farsi le ossa. Invece, adesso, si trova a dover fare i conti con una responsabilità enorme. Vedremo se Grillo e i cittadini eletti del M5S sapranno reggere alla prova dei fatti, come sta accadendo in Sicilia per ammissione dello stesso Crocetta.

Di seguito, alcuni stralci dell'intervista. La prima, lunga e corposa, che Grillo concede in video da tanto, tanto tempo a giornalisti italiani.

15.27: giù critiche a Vendola: «Abbiamo contribuito a farlo eleggere, poi ha deviato dalle cose».

15.26: «Monti ha una comunicazione anni '70. Ha fatto una prova con Facebook, ancora un po' e prende il posto di Mastella, meno male che ha chiuso la pagina».

15.26: «Berlusconi si è ripreso un po' anche grazie a voi», dice Grillo ai giornalisti

15.23: «Al Quirinale vorrei Dario Fo, è un ragazzo, una mente aperta».

15.22: A chi gli chiede se qualcuno degli eletti potrebbe vendersi, Grillo dice: «Una scilipotizzazione ci potrebbe essere». E se darà consigli: «Ma quelli ne sanno più di me».

15.21: «Il lavoro è la tua vita o è una parte importante della tua vita? [...] Diminuiamo gli orari di lavoro. Ci metteremo trent'anni?» Insomma. Grillo parla di cambiamenti a lungo termine.

15.20: Grillo usa la sua ars retorica per strappare qualche risata. Invita una giornalista ad andare ad accarezzare i vecchi che pensano di poter ancora decidere per il Paese e dire loro: «E' finita, andiamo a casa».

15.18: «Il modello siciliano è meraviglioso».

15.14: A chi gli fa notare che il Presidente della Repubblica dovranno votarlo anche "loro", Grillo risponde: «Il presidente lo voteremo online».

15.13: «Non chiedetemi qual è la prima cosa che faremo, parliamo dei prossimi vent'anni. Noi parliamo di un nuovo modo di concepire il mondo».

15.12: «Dovete capire cosa sta succedendo. Se capite cosa sta succedendo, i nostri rapporti possono migliorare. Parliamo di cose reali, parliamo di programmi».

15.10: «Governare o tornare al voto?» «Non lo so»

15.09: Grillo dice che andrà alle consultazioni con Napolitano, visto che la legge lo prevede (cita velocemente anche Casaleggio). Poi attacca: «Il Parlamento non esiste da anni».

15.08: «Sei disposto a sostenere un governo per il reddito di cittadinanza», gli chiede un giornalista
«Ma certo, sì, è quel che diciamo da sempre».

Beppe Grillo intervistato da SKY

15.04: Voi dovreste analizzare la cosa che sta succedendo dal punto di vista nella malattia. Queste persone non hanno ancora capito. E' finita. Non c'è più il governo, il Parlamento, se non ci sono dentro parole votate dai cittadini, non ha senso.

15.02: ai giornalisti: «Avete permesso di distruggere questo paese».

15.01: «Fare un reddito di cittadinanza. Con chi? Non lo so, se sarà il Pd sarà il Pd. Dovranno seguire il nostro programma. Il nostro programma l'abbiamo già detto. L'abbiamo detto in campagna elettorale».

15.00: «Collaborazioni se ci sono proposte che rientrano nel nostro programma. Noi siamo un movimento di idee. Viviamo di volontariato, se non percepite il miracolo che è successo, in tre anni... La gente ha voltato le spalle ai politici e questi politici non capiscono. Rimangono sorpresi. Sono in televisione a sorprendersi. Parlano di coalizioni».

14.59: «Napolitano? Sono personaggi che fanno parte della storia»

14.56: Grillo a SKY: «Non è il momento di parlare di alleanze». Proprio nel giorno in cui si aspettano le parole di Bersani e ci si interroga sulla possibilità di vedere un governo (quantomeno a termine) fra Pd-Sel e Cinquestelle. «I cittadini entrano e fanno parte dello stato, diventano lo stato, e non danno più deleghe a nessuno: ci vuole uno che vada da queste persone, che li prenda e li mandi a casa».

14.55: SKY manda in onda le immagini di una velocissima intervista a Grillo, letteralmente in fuga dall'assedio dei giornalisti, poi manda in onda gli strilli di tre dichiarazioni. Quindi, ecco una vera e propria conferenza stampa fuori dalla casa dello stesso Grillo.

26 febbraio 2013: Beppe Grillo commenta dopo il voto e il risultato straordinario del Movimento Cinque Stelle.


Elezioni 2013: Beppe Grillo, botto del M5S

Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle

Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle hanno fatto il botto. Non c'è un altro modo di definire questa affermazione politica senza precedenti per una formazione che non si era mai presentata prima alle elezioni (Forza Italia, nel 1994, prese il 21% alla Camera con 8,1 milioni di voti e con un'affluenza all'86%).

Grillo ha saputo portare a sé gli scontenti di tutti i poli, anche se non ha portato le masse a votare. Anzi: l'affluenza è diminuita rispetto alla scorsa tornata elettorale, ma c'è da chiedersi che cosa sarebbe successo se non ci fosse stato il Movimento Cinque Stelle a catalizzare determinati voti.

Si è preso, comunque, più di otto milioni e mezzo di croci sulle schede elettorali: sono uno sproposito, una cifra che fa diventare il M5S primo partito alla Camera. Giustamente i sostenitori festeggiano: hanno avuto ragione loro; ha avuto ragione Grillo, con la sua campagna elettorale alternativa e fuori dai circuiti, e adesso si trova, insieme ai cittadini eletti, a dover affrontare un impegno molto complesso. Perché non è più il momento delle matite da umettare, delle foto da scattare alle schede, delle paranoie per i brogli. E' il momento di uscire dalle frasi ad effetto (tipo le ultimissime, quelle che fanno rispondere alla legittima domanda «Dove vi collocherete nell'emiciclo?» «Dietro a tutti»); è il momento di affrontare la responsabilità di dover rappresentare otto milioni e mezzo di persone.

Non è una cosa da poco. Quindi, la domanda è legittima: il botto c'è stato, il successo anche, la vittoria pure. E adesso?

Alberto Puliafito
@albertopi

Grillo commenta il successo












22.00: Marta Grande:

«Alle prossime elezioni, non sappiamo quando, saremo la maggioranza assoluta del Paese»

Beppe Grillo commenta il successo live su La Cosa:

«Abbiamo fatto le prove generali. Sono finite, lo sanno. Bisogna tornare a votare a 16 anni e per il Senato a 18. Consegnare a Berlusconi il Paese per 6 mesi, 1 anno è un crimine contro la galassia, intanto ci perfezioniamo. Sono finiti».

Poi, sul futuro:

«Prevedo che facciano un governissimo Pd-Pdl. Noi siamo l'ostacolo. Contro di noi non ce la possono fare»

Il commento di Travaglio

18.43: ancora il vicedirettore del Fatto Quotidiano: «I partiti sono con le spalle al muro. Ma non si può fare campagna elettorale senza farla. Non mi ricordo niente di quel che voleva fare il Partito Democratico».

18.42: Travaglio: «Se il M5S riuscirà a fare una buona opposizione, lo spettacolo sarà divertente e positivo».

18.40: Beppe Grillo ospita i commenti di Marco Travaglio. Ma il sito del leader del Movimento Cinque Stelle è difficile da raggiungere: facile immaginare l'enormità di accessi.

Dario Fo

18.34: Dario Fo, euforico, commenta il risultato del Movimento Cinque Stelle sul live de La cosa.

«Questa è una straordinaria vittoria dei giovani. Giovinezza e pulizia stanno vincendo».

e ancora:

«Il disastro è vedere cosa succede d'altra parte della barricata con Berlusconi che torna grazie all'imbecillità...»

16.10: una curiosità che potrebbe essere destinata a fare polemica, ma è una questione che prima o poi avrebbe dovuto essere affrontata. Ovvero: dove si collocheranno, nell'emiciclo, i deputati e i senatori eletti del Movimento Cinque Stelle?

A destra o a sinistra dell'emiciclo? E' evidentemente una questione di forma. Ma è una forma che, in qualche modo, si trasforma in sostanza.

Ora, nella sua simulazione, SKY posiziona gli eletti del M5S a destra, in grafica.

15.25: Beppe Grillo commenta via Twitter i primi risultati (instant poll, come noto). E scrive: «L'onestà andrà di moda».




Video streaming

Come nell'ultimo mese per lo Tsunami Tour, è disponibile online lo streaming video in diretta del Movimento Cinque Stelle, per commentare i risultati del voto che arriveranno via via, a partire dalle 15.

La diretta si preannuncia, naturalmente, seguitissima.

E sarà il modo per racimolare i commenti di Grillo e dei cittadini del Movimento Cinque Stelle, che difficilmente immaginiamo collegati in diretta con una delle reti televisive che seguiranno il flusso delle notizie.

Beppe Grillo, il voto e la matita


Ultimo leader politico a recarsi alle urne, Beppe Grillo ha votato nel suo seggio 617 di Genova Sant'Ilario. E non è riuscito a trattenersi dal dare qualche consiglio di voto, rompendo di fatto il silenzio elettorale: "Ero un po’ indeciso su chi votare. Quasi quasi votavo Casini che mi dà fiducia perché ha dietro un uomo operoso come Caltagirone. Se gli altri partiti che non hanno fatto che offendere ci chiedono scusa e perdono, allora possiamo dialogare".

Ma soprattutto Grillo si è portato via la matita copiativa (cosa vietata e che comporta una bella multa), perché? "Volevo controllare. Il segno sulla scheda è rimasto, quindi vuol dire che la matita era copiativa. Non ci sono brogli". E il leccaggio della matita? "Ma no, ho detto solo di inumidirle...". E poi un messaggio ai suoi:

Noi del M5S ci vediamo nel pomeriggio on line, ci diremo due cose in streaming per festeggiare. Ma, avendo a che fare con dei partiti cimiteriali, cosa festeggi? La vittoria su un morto? Comunque troverete tutte le nostre reazioni su ‘lacosa’, in streaming. Ci collegheremo via web tutti e vedremo

Beppe Grillo prepara il blog a commentare i risultati


23 febbraio 2013: Beppe Grillo, dopo il bagno di folla di ieri in Piazza San Giovanni a Roma, prepara il blog a commentare i risultati.

L'assetto del sito si modifica: nessun post nella colonna principale, solamente il video di quello che ora è stato ribattezzato il Sarà un piacere Day e poche righe scarne ma già trionfanti:

«Chi c'è stato lo racconterà ai suoi nipoti "C'ero anch'io a San Giovanni, il giorno che cambiò l'Italia".

Puoi seguire tutti gli aggiornamenti e lo spoglio elettorale con gli interventi esclusivi di Beppe Grillo su LaCosa»

Sotto, i Tweet dei sostenitori, giubilanti per quello che, in ogni caso, si profila come un successo senza precedenti.

Beppe Grillo è senza ombra di dubbio il vero protagonista di queste elezioni con il suo Movimento 5 Stelle. Sondaggi che lo danno stabilmente secondo/terzo partito, voci incontrollate di un boom che potrebbe andare oltre ogni aspettativa, piazze piene ovunque per il suo Tsunami Tour e trionfo ormai alle porte. Anche se sui candidati parlamentari del Movimento 5 Stelle che si preparano a invadere Montecitorio e Palazzo Madama regnano molte incognite: nessuno li conosce davvero, essendo stati selezionati da poche migliaia di attivisti attraverso il meccanismo non troppo convincente delle primarie online. Ma ormai tutti gli occhi sono su di loro, e nel caos che governa questa campagna elettorale che non avrà né vincitori né vinti, tutti - da Bersani alla Lega - hanno già cominciato a corteggiare gli uomini e le donne di Beppe Grillo nella speranza di poterli cooptare.

Ma come ha fatto un partito che fino a non troppo tempo fa valeva circa il 3% a diventare il protagonista assoluto delle elezioni 2013, facendo passare in secondo piano anche le proposte shock di Silvio Berlusconi? La consacrazione definitiva per l'M5S arriva dopo il boom nelle regionali in Sicilia - in cui si rivela primo partito -, al termine delle quali Beppe Grillo inizia a lavorare alla campagna elettorale per le Elezioni Politiche del 2013. Ma l'avventura nazionale dell'M5S - dopo l'annuncio di voler selezionare online i candidati parlamentari del partito - inizia con il piede sbagliato: con la polemica che segue la partecipazione di Federica Salsi a Ballarò del 30 ottobre.

Grillo non accetta quest'ennesima infrazione al suo ordine "niente talk show" e reagisce male e in maniera volgare, dicendo: "La tv vi dà l'orgasmo e i talk show sono il vostro punto G". Siamo al termine di ottobre, un mese che doveva certificare il successo del partito e invece segna l'inizio di mesi difficili, in cui per Grillo sembra arrivato il momento del declino. Per qualche giorno tiene banco l'ipotesi di un'alleanza con Di Pietro e il suo nuovo soggetto politico (che poi si trasformerà in Rivoluzione Civile); Federica Salsi reagisce duramente e anche Marco Travaglio si spinge in un'inedita critica a Beppe Grillo.

Il risultato è che il Movimento 5 Stelle inizia a perdere costantemente punti nei sondaggi. In tutto questo iniziano le Parlamentarie e subito si capisce che qualcosa non va: pochi controlli, molti dubbi e candidati improponobili esposti al pubblico ludibrio (attraverso blog che raccolgono i video di presentazione e la satira di gente come Maurizio Crozza). Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro e quindi si può solo difendere il lavoro fatto.

E siccome la campagna elettorale è iniziata per davvero, per Grillo e i suoi "è il momento di mettersi l'elmetto, siamo in guerra". Lo dice nel messaggio in cui afferma anche "chi si pone questioni sulla democrazia e non è d'accordo con me va fuori dal Movimento". Un monito nel caso ci fosse qualcun altro voglioso di fare il dissidente e soprattutto uno sfogo da cui si capisce subito dove Grillo voglia arrivare. E infatti il giorno dopo Giovanni Favia - reo di aver criticato l'M5S in un fuorionda a Piazza Pulita - e Federica Salsi vengono espulsi.

Da qui partono nuove polemiche che sembrano mettere in difficoltà la tenuta di Grillo e del movimento: polemiche sul ruolo di Gianroberto Casaleggio, polemiche con il Tg3, polemiche con Ingroia, polemiche per la presunta apertura del comico a Casa Pound, polemiche su chi fosse il candidato premier del Movimento 5 Stelle. Risultato? L'M5S cede punti e scende fino al minino del 12%. Ma poi a metà gennaio parte lo Tsunami Tour, che spazza via tutte le discussioni, riempie le piazze in tutte le città d'Italia e rilancia rapidamente Beppe Grillo come protagonista di questa campagna elettorale.

A questo punto per completare il quadro manca solo il programma del Movimento 5 Stelle, che Beppe Grillo presenta con i suoi "Venti punti per uscire dal buio", sorta di summa di tutte le battaglie condotte dal movimento. Al primo posto c'è il reddito di cittadinanza, la proposta più forte dell'M5S. Che cos'è il reddito di cittadinanza? Un sussidio che tutte le persone maggiorenni percepiscono in assenza di lavoro. A differenza del sussidio di disoccupazione non è condizionato dal fatto che si sia già lavorato, non è determinato nel tempo ed è indipendente dal fatto che si cerchi lavoro. È, appunto, un reddito di cittadinanza, che il cittadino prende, in mancanza di un lavoro, per il solo fatto di essere un cittadino.

Ma non mancano, nei venti punti, i richiami alle lotte storiche del Movimento 5 Stelle: i tagli alla politica, gli incentivi per l'accesso a internet, il parlamento pulito (battaglia condotta da Grillo fin dal primo V-Day), abolizione dei finanziamenti ecc. Quello che manca, stranamente, sono le politiche ambientali e per favorire una mobilità alternativa.

1. Reddito di cittadinanza
2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
3. Legge anticorruzione
4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato
5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
7. Referendum propositivo e senza quorum
8. Referendum sulla permanenza nell’euro
9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
10. Unasolaretetelevisivapubblica,senzapubblicità,indipendentedaipartiti
11.Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
12.Massimo di due mandati elettivi
13. Legge sul conflitto di interessi
14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa
18. Non pignorabilità della prima casa
19. Eliminazione delle province
20. Abolizione di Equitalia

Tra Tsunami Tour, reddito di cittadinanza e stop alle polemiche, l'M5S mette a segno una risalita nei sondaggi clamorosa. Mentre gli altri partiti annaspano per capire come si metteranno le cose dopo il 25 febbraio, Grillo approfitta della debolezza altrui, attacca tutti e si prepara a incassare un successo superiore alle attese. E per capitalizzare al massimo, annuncia anche il suo ritorno in tv, con un'intervista a Sky. Intervista che salterà all'ultimo momento per una decisione improvvisa del comico genovese dopo la tappa dello Tsunami Tour di Torino del 16 febbraio. Addirittura si dice che Grillo abbia preso questa decisione per evitare di avere troppo successo. Il "rischio" (abbastanza basso, a dire la verità) è che il Movimento 5 Stelle possa addirittura essere primo partito. Ma a quel punto scatterebbe il premio di maggioranza, e per un partito nato da poco e assolutamente non pronto per governare (come lo stesso Grillo ha ammesso) la situazione è da evitare a tutti i costi.

Falsa o vera che sia questa ricostruzione, fatto sta che tra pochi giorni quelli che un tempo si chiamavano i 'grillini' invaderanno il Parlamento in centinaia. Diventando, probabilmente, decisivi in una legislatura che rischia di nascere fin troppo caotica e senza maggioranze certe. E infatti in tanti - a partire da Bersani - hanno già iniziato a vagliare le possibilità di trovare accordi con il Movimento 5 stelle. Ma sarà durissima.

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