Cardinale indonesiano rinuncia al conclave. Gli elettori scendono a 116

Cardinal Julius Riyadi Darmaatmadja

Il cardinale indonesiano Julius Riyadi Darmaatmadja (in foto), arcivescovo emerito di Jakarta, ha annunciato che non parteciperà al prossimo conclave che eleggerà il successore di papa Benedetto XVI. Anche lui, come Ratzinger, afferma di aver problemi di salute dovuti all’età (Darmaatmadja conta settantotto anni) e di aver scelto liberamente di non prendere parte all’elezione del papa.

Sono convinto di non essere in grado di sedermi con gli altri cardinali e votare per il nuovo Papa. Per questo ho deciso di non andare a Roma, per un evento importantissimo e storico per la Chiesa

Il numero dei cardinali elettori scende, così, a centosedici. Ricordiamo che il 26 febbraio, infatti, compirà ottant’anni il cardinale ucraino Lubomyr Husar e fino a quel giorno avrò diritto ad entrare in conclave (se, per esempio, papa Benedetto XVI morisse prima del 26 febbraio… ogni scenario è da tener presente, visto che Ratzinger con la scelta di dimettersi li ha fatti saltare praticamente tutti gli scenari).

Ricordiamo che in Asia ci sono in tutto venti cardinali, di cui undici elettori (ncinque in India e uno in ognuno dei seguenti stati: Filippine, Viêt Nam, Indonesia, Libano, Cina, Sri Lanka).

La chiesa del futuro vista dall’Asia

Nel mentre il cappuccino Nithiya Sagayam, segretario esecutivo dell'Ufficio per lo Sviluppo Umano nella «Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia», fa sapere quali sono i desiderata dell’Asia in vista del prossimo Conclave:


  1. ringiovanire il mondo

  2. rilanciare la speranza

  3. essere una voce profetica e misericordiosa

Richiesta oltremodo interessante e che mette in evidenza la profonda anima spirituale del continente asiatico che, sempre più spesso, cozza con la pragmaticità tutta occidentale che vige nella chiesa cattolica.

Foto | Getty

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