Dopo la farsa dei deputati "assenteisti", Pd liquido o liquidato?

Ha lasciato, oltre l’incredulità e lo sconcerto, una profonda ferita l’assenza dei deputati del Pd alla votazione al voto sull’infame scudo fiscale.

Non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Ma gli assenti hanno torto e lo spettacolo di gente super pagata dedita a seguire le beghe congressuali interne (perché lì sta la salvaguardia o la perdita del proprio potere e della propria poltrona) più che gli interessi del Paese lascia non solo l’amaro in bocca, ma disgusto.

In parole povere, fa “passare la voglia”, allontanando ulteriormente elettori e cittadini. Ma questo oggi passa il convento. Siamo alla farsa.

Questa è la politica. Questo è il Pd, (del Pdl, si sa che è anche peggiore …), principale erede di quel Pci “antidemocratico” giunto da solo a superare il 34% dei voti, quel Pci che faceva scrivere in grassetto su l’Unità: “I senatori e i deputati devono essere presenti in Aula, senza eccezione alcuna”. E le eccezioni non ci furono mai.

E oggi, fanno semplicemente ridere (di vergogna) le minacce di “immediate sanzioni” gridate dal “pesce lesso” Antonello Soro, capogruppo (si fa per dire) Pd a Montecitorio.

Il bla bla dei Bersani, Franceschini, Marino ha trovato ieri alla Camera l’ennesima conferma di qual è la differenza fra il dire e il fare. Altro che partito “liquido”! Il Pd è liquidato.

In un sol colpo ha perso la faccia e la dignità. Non è la prima volta. E non sarà l’ultima.

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