Rassegna stampa estera: Berlusconi e la manifestazione per la libertà di stampa


Tra i temi all'attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.

Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell'Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:

Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l'hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l'Italia di Berlusconi si sta allontanando dall'Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell'est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani

La sua risposta alle accuse di conflitto di interessi tra i suoi media e il suo ruolo politico è sempre stata che nonostante tutto è comunque oggetto di molte critiche. (..) Da quando Berlusconi è tornato al potere lo scorso anno, tuttavia, molto è cambiato (..).Era ai tempi di Mussolini non si vedeva un governo italiano che interferisse con i media in maniera così allarmante. I giornalisti e gli italiani hanno tutte le ragioni per protestare

Lo spagnolo El Pais ha titolato "Berlusconi dichiara guerra alla Rai", definendo l'appello a boicottare il canone da parte dei giornali vicini al Cavaliere

un'iniziativa teatrale del tutto priva di legalità, in pratica una chiamata generale all'evasione fiscale, un'abitudine quest'ultima assai popolare in Italia e a cui lo stesso Berlusconi non è alieno, come testimoniano i suoi numerosi processi in materia

In Svizzera 24 heures ha espresso dei dubbi relativamente alla possibilità che questo boicottaggio costituisca una buona mossa per il Presidente del Consiglio italiano:

Di fatto, se Berlusconi è il bersaglio preferito delle rare trasmissioni di satira o di dibattito politico su Rai2 e Rai3, le cose vanno abbastanza diversamente sulla rete ammiraglia della televisione pubblica, Rai1, tradizionalmente vicina al potere. « Buon compleanno ! Questa è causa sua», con queste parole lo ha accolto, senza il minimo di ironia, il presentatore di un telegiornale del mattino, martedì, in occasione dei suoi 73 anni. E Berlusconi ha avuto diritto recentemente a due ore per difendere la sua azione politica senza contraddittorio. Questo induce molti a chiedersi se sia fondato, dal punto di vista i Berlusconi, l’appello a tagliare i fondi a dei canali televisivi pubblici che gli possono essere utili

Il francese L'Express ha collocato lo scontro in corso nel contesto più ampio della situazione politica e strategica del governo Berlusconi:

Di fronte a quest’ondata di protesta che aumenta di giorno in giorno, Silvio Berlusconi afferma che l’Italia non è una “dittatura”. “Normalmente, un dittatore censura poi chiude i giornali. In questi giorni in Italia abbiamo potuto verificare che esiste la libertà di mistificare, di calunniare e di diffamare. Non è dunque una dittatura”. Ai suoi occhi pretendere che la libertà di stampa sia minacciata in Italia è solo una “balla”… a differenza del rispetto della vita privata che è in pericolo, giustificando così le azioni giudiziarie intentate contro i giornali di opposizione. Prendendosi così gioco dell’opposizione cerca soprattutto di limitare i danni nei suoi rapporti con la Chiesa cattolica e all’interno della sua maggioranza. Il capo di governo è infatti in rotta di collisione con il suo “erede”, il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, che deplora la mancanza di democrazia interna nella maggioranza

Sempre in Francia, Les Echos ha annunciato che il Cavaliere potrebbe presto essere insignito di un nuovo primato, non particolarmente lusinghiero, da parte di Reporters sans frontières:

Il Capo del governo italiano « si trova alle porte della lista dei predatori della libertà di stampa, compilata dalla nostra organizzazione », ha dichiarato Jean-François Julliard durante una conferenza stampa, organizzata alla vigilia di una manifestazione per la libertà della stampa in Italia. « Se non interrompe i suoi attacchi contro la stampa nazionale e internazionale, ci entrerà, e sarà una prima assoluta per un capo di governo europeo », ha poi aggiunto. Tra gli attacchi alla libertà, Julliard ha citato « le querele presentate » dal presidente del consiglio contro i giornali in Italia, Francia e Spagna, così come « le pressioni incessanti sulla televisione pubblica ». Più grave, a suo avviso, il fatto che Berlusconi abbia raccomandato di boicottare le inserzioni pubblicitarie su certi giornali. « Abbiamo conoscenza di casi simili solo in Bielorussia e in Zimbabwe »

L'Irish Independent ha raccontato della comparizione di Patrizia D'Addario sulla televisione pubblica:

Qualsiasi speranza Silvio Berlusconi avesse di lasciarsi alle spalle lo scandalo di sesso scoppiato questa estate è evaporata la notte scorsa quando la televisione nazionale ha trasmesso un'intervista in diretta con la prostituta che afferma di avere registrato conversazioni intime a letto con il premier italiano. (..) Benché il mix esplosivo di politica italiana e di scandali sia stato al centro dell’attenzione della stampa di tutto il mondo per mesi, solo la scorsa settimana i canali televisivi hanno rotto il silenzio sulle accuse della D’Addario. (..) Il conduttore di Annozero, Michele Santoro, la cui belligeranza emerge in un mare di supini presentatori televisivi italiani, ha minimizzato ieri le minacce di multe e di inchieste ufficiali che gli sono giunte

Lo stesso avvenimento è stato commentato così dall'olandese NOS, in un pezzo dal titolo "Censura in Italia":

Entrambi i frammenti sono stati trasmessi dalle televisioni di tutto il mondo già settimane fa. Solo agli italiani – che dovrebbero ricevere informazioni del genere per primi – non era stato permesso vedere queste immagini fino a giovedì sera. Anno Zero di Michele Santoro ha rotto la censura e ciò potrebbe costare molto caro al programma, ora che Berlusconi sta preparando un assalto frontale. (..) È uno dei molti casi negli ultimi mesi che dimostrano come i giornalisti ed i creatori di programmi televisivi siano sotto crescente pressione da parte del governo

Il settimanale russo Ogoniok ha pubblicato un articolo intitolato "Il bulletto delle donne", che è stato tradotto parzialmente da Repubblica:

La libertà di stampa e il coinvolgimento dei giornalisti per essa e per se stessi non è solo un problema italiano ma in Italia, nello scontro tra il primo ministro Berlusconi e il quotidiano La Repubblica tutto è più teatrale, più sessuale, più coinvolgente per il pubblico. Chi vincerà: il potere senza principi o i principi senza potere?

Il britannico Guardian ha pubblicato un appello di alcuni eurodeputati italiani, tra cui Luigi De Magistris, affinchè i problemi italiani relativi alla libertà di stampa vengano considerati una questione europea:

Le istituzioni europee hanno l’autorità per condannare le intimidazioni alla stampa che avvengono in Italia, e potenzialmente di iniziare una procedura legale secondo l’articolo 7 dei trattati. Questa autorità dovrebbe essere esercitata per garantire che il diritto alla libertà di informazione sia rispettato. La mancanza di una risposta europea all’intimidazione della stampa in Italia rappresenta una minaccia diretta al diritto alla libertà di espressione in tutta l’Unione Europea, mette in pericolo i progressi compiuti nelle ex repubbliche sovietiche ammesse nell’UE, e limita l’autorevolezza di ogni condanna da parte europea delle censure che avvengono nel resto del mondo

Concludiamo la rassegna con un video: quello in cui la ministra Giorgia Meloni fa una sfuriata alla giornalista della televisione australiana ABC, dopo che questa le ha posto una domanda sulla questione escort:

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