Elezioni 2013: Dieci domande a Nichi Vendola

Nichi Vendola

Gentile governatore, mancano pochi giorni al voto e probabilmente queste domande faticheranno a raggiungerla. Cio’ nonostante, proprio perche’ siamo gia’ con un piede nelle cabine elettorali, penso che sia comunque utile farsi delle domande. Ecco qui le mie:

1) Nel 2010, prima che fosse scoperto un buco di un miliardo e mezzo di euro nei conti del San Raffaele di Don Verze', lei ha dichiarato davanti alle telecamere "se io dessi 200 milioni di euro ad una autorità pubblica a Taranto non avrei nessuna certezza di poter mai inaugurare un cantiere". Dopo tre anni trascorsi con un nulla di fatto, nel gennaio 2013 l'incarico di gestire 200 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale di Taranto e' stato affidato a due autorita’ pubbliche: la Asl di Taranto e l'assessorato regionale delle Opere pubbliche della Regione Puglia. Alla luce di questi fatti, non pensa che per dire "qualcosa di sinistra" si potrebbe rimettere in discussione la presunta supremazia del settore privato su quello pubblico in termini di efficienza, trasparenza e capacita' gestionale? In altre parole, crede ancora nel modello di sanita’ a controllo pubblico e gestione privata, un modello che per vari anni ha cercato di applicare senza successo appoggiandosi incautamente ad una azienda sanitaria decotta camuffata da eccellenza nazionale?

2) Le cronache riferiscono che alcuni candidati del suo partito pensano di proporre una legge per ridurre gli stipendi dei parlamentari o dei consiglieri regionali. E' d'accordo? Se sì non crede che in attesa di una legge, per evitare sospetti di demagogia, sia opportuno che tutti gli eletti di SEL riducano drasticamente almeno il proprio stipendio, destinando l'eccedente a un fondo di pubblica utilita' con gestione trasparente delle risorse?

3) Cosa l'ha spinta a gettarsi con questa passione nella competizione politica a livello nazionale? Anziche' affrontare la fatica delle primarie di coalizione e di una frenetica campagna elettorale, non sarebbe stato piu' coerente per lei e piu' utile per i cittadini pugliesi concentrare le sue energie sull'impegno come governatore della Puglia?

4) Lei ha manifestato pubblicamente il desiderio di sposare il suo compagno, criticando l'ipocrisia degli acronimi come PACS e DICO per indicare eufemisticamente un istituto del matrimonio civile "ghettizzato" per le coppie non eterosessuali. Ma allora perche’ ha formato una coalizione con un partito che non e' riuscito a risolvere le contraddizioni interne con la sua componente teodem, ostile al riconoscimento dei diritti civili per le minoranze GLBT?

5) I contrasti tra lei e Paolo Ferrero, che hanno portato alla scissione di SEL dall’interno di Rifondazione Comunista, hanno avuto come risultato nelle europee del 2009 il PRC al 3.4% e SEL al 3.1%, col risultato che nessuno dei due schieramenti ha superato lo sbarramento del 4% richiesto per l'assegnazione di seggi nel Parlamento Europeo. Non si sente un po' responsabile di questo insuccesso nato da un conflitto tra leader che frammentando una sinistra gia’ ridotta ai minimi termini ha fatto sparire dallo scenario europeo la ricchezza politica e culturale della tradizione comunista "all'italiana"?

6) Il 28 ottobre 2010, di fronte alle telecamere delle "Iene", lei ha dichiarato che "entro il 31 dicembre 2010 o l’Ilva ci certifica in continuo lo 0,4 nanogrammi a metro cubo di diossina e di furani oppure la legge dice che bisogna spegnere gli impianti". Sono passati oltre due anni da quella scadenza e il campionamento in continuo delle emissioni di diossina dell'Ilva non c'e' ancora. Perche' gli impianti sono ancora accesi? La legge a Taranto e' ancora uguale per tutti e viene fatta rispettare a tutti allo stesso modo, oppure c’e’ qualche azienda su cui la regione puo’ chiudere un occhio?

7) Nelle intercettazioni telefoniche a carico di Girolamo Archina', quando ricopriva ancora l'incarico di responsabile per le relazioni esterne dell'Ilva, e' compresa anche una telefonata del 6 luglio 2010 in cui lei dichiara testualmente che "l'Ilva è una realtà produttiva a cui non possiamo rinunciare". Come mai considera l'industria dell'acciaio "irrinunciabile", ed esclude la possibilita' che l'economia del territorio tarantino possa essere dirottata sulla bonifica del territorio, la riqualificazione della manodopera e la riconversione industriale? Questo e' gia' avvenuto in tante altre citta' europee passate dall'economia dell'acciaio all'economia del terziario, del turismo, dei servizi, della cultura, delle energie rinnovabili.

8) In passato lei ha lanciato accuse contro “un certo ambientalismo fondamentalista ed isterico che pensa che fra i beni da tutelare non ci debba essere anche il lavoro”. A quali persone o associazioni si riferiva esattamente con quella espressione?

9) Alle accuse di aver costruito inceneritori in combutta con la Marcegaglia, lei ha preso le distanze da questi impianti spiegando in piu’ occasioni di aver ereditato progetti gia’ autorizzati da precedenti amministrazioni, rispetto ai quali ha agito in un’ottica di “riduzione del danno”. Ma allora perche’ si ostina a chiamare “termovalorizzatori” gli inceneritori? E’ un eufemismo che risulta odioso ai cittadini e agli ambientalisti.

10) Lei si considera ancora comunista? Che senso ha per lei nel 2013 il concetto di "lotta di classe"? Mi chiedo se per lei era piu' facile immedesimarsi nei diritti dei lavoratori, degli sfruttati, dei poveri e dei migranti quando era un giovane attivista comunista che si affacciava alla partecipazione politica, oppure adesso, con uno stipendio da governatore di Regione da 12607 euro mensili, che la collocano a pieno titolo nelle fasce piu' ricche della popolazione.



    La serie delle 10 domande di Polisblog comprende:
    Le 10 domande ad Antonio Ingroia
    Le 10 domande a Beppe Grillo

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