L’Irlanda sblocca il trattato di Lisbona, comincia il pressing su Polonia e Repubblica Ceca

Bandiera europea

L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, quello che a detta di tutti rappresenterà il primo passo per “Condurre l'Europa nel XXI secolo”, è sempre più vicina.

Il voto di sabato in Irlanda ha portato a 25 su 27 le ratifiche degli Stati membri (i passaggi in Parlamento, dopo il referendum popolare, dovrebbero essere quasi una formalità), rappresenta un punto nodale per l’entrata in vigore, che avverrà solo quando sarà ratificato da tutti gli Stati membri. Ma il cambio di rotta degli irlandesi, che solo 16 mesi fa avevano bocciato il testo, è un elemento decisamente significativo!

A questo punto, le posizioni scettiche dei governi di Polonia e Repubblica Ceca, i cui organi legislativi hanno già approvato il Trattato ma che mancano ancora della firma ufficiale da parte dei capi di stato, dovranno essere chiarite.

Vaclav Klaus, il Presidente ceco, ha recentemente dichiarato che la sua firma “non è all'ordine del giorno” e la sua posizione sembra essere quella di attendere fino alle elezioni inglesi, con la speranza che i conservatori, in caso di vittoria, affossino il Trattato nonostante la ratifica già intervenuta da parte della Regina Elisabetta.

La situazione della Polonia potrebbe invece sbloccarsi a breve, anche perché il suo presidente Lech Kaczynski aveva a suo tempo dichiarato che avrebbe ratificato il Trattato dopo la conclusione dell'iter in Irlanda.

Staremo a vedere, ma di fatto, la nuova Europa, quella con più poteri scaturiti dal Trattato, quella che potrà affrontare la crisi e competere nel mondo globale con maggiori “armi istituzionali”, sembra bloccata dalla posizione di un solo Stato, la Repubblica Ceca, e dall’euroscetticismo del suo Presidente.

Da più parti in Europa (primo fra tutti Nicolas Sarkozy), ed in Italia, si comincia a perdere la pazienza, c’è perfino chi, come il Movimento Federalista Europeo, ha cominciato a chiedere che la Repubblica Ceca sia posta di fronte ad una alternativa secca: o completa la ratifica con la firma del Presidente o esce dall'Unione.

Non è facile prevedere come finirà la vicenda, e non è facile sapere se molti cittadini europei sentano questo come un grande problema, ma quei pochi o tanti che si interessano di politica UE, prima o dopo vorranno sapere di chi è la colpa se la n uova Europa non decolla!.

foto: jepoirrier | flickr

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