Passaparola di Marco Travaglio: il Lodo Alfano e le pressioni sulla Corte Costituzionale

Mentre su Facebook impazza la protesta per la cancellazione di una pagina di fan di Travaglio con 80.000 iscritti (censura o problema tecnico?), arriva un durissimo Passaparola, alla vigilia del giudizio che la Corte Costituzionale dovrà dare sul Lodo Alfano.

L'editorialista de "Il fatto quotidiano" attacca a testa bassa, in primis naturalmente Lui, il presidente corruttore (come sottolineato anche da un editoriale di D'Avanzo oggi), il presidente imputato, il protagonista delle leggi ad personam che mai si dimetterà anche dovesse cadere il Lodo Alfano.

Alla Corte dovrebbero discutere la costituzionalità o meno del Lodo, gli effetti poi sono affari della politica, degli elettori, del Parlamento, del governo, del Capo dello stato, lì devono stabilire se la legge è uguale per tutti oppure per tutti tranne 4, anzi tranne uno...

Il giornalista accusa governo e molto duramente il Quirinale (ebbene si, proprio Napolitano) di fare gazzarra solo per mettere pressione alla Corte: difatti il governo in ogni caso non cadrà, ma sarebbe un gravissimo smacco l'annullamento del Lodo.

Se l'Italia fosse un paese "normale", Berlusconi cadrebbe e un altro esponente del centro destra sarebbe chiamato a governare, ma sappiamo che la Casa delle libertà è la casa di Berlusconi, non un partito con una storia alle spalle ma una monarchia assoluta. Una cosa è palese: Berlusconi non rinuncerà mai al suo scranno, il lodo Alfano è fatto solo per Lui.

Come non non c'è nessun dubbio sulla incostituzionalità del Lodo: resta da vedere se la Corte andrà avanti per la sua strada o deciderà di cedere alle pressioni di tanti troppi ambienti, istituzionali e non. Nel frattempo il presidente e i suoi media preparano le cannonate, a mò di avvertimento: Feltri già minaccia in caso di bocciatura un terzo Lodo...

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