Sondaggio: i più importanti impegni rispettati dal governo secondo i lettori di Polisblog


Una settimana fa eravamo alla Festa della Libertà di Milano (qui la prima, la seconda e la terza parte del reportage di V.) e ignari delle battutacce del premier su Michelle Obama, abbiamo deciso di occuparci di cose serie, chiedendo ai militanti di indicarci i principali impegni che, a loro avviso, il governo Berlusconi ha realizzato.

Ne è uscita fuori una lista interessante, che abbiamo sottoposto ai lettori di polisblog attraverso un sondaggio che è restato aperto per una settimana. I risultati che abbiamo ottenuto sono molto strani: da una parte infatti, non potrebbero essere più diversi. Sotto altri aspetti, invece, si rivelano assolutamente identici.

La maggioranza assoluta delle risposte infatti va all'opzione "non so": presumibilmente un modo per molti lettori per contestare l'assunto alla base del nostro sondaggio, ovvero che il governo abbia rispettato qualche impegno significativo per il paese.

Ma questo non dovrebbe stupire, date le caratteristiche tendenziali del pubblico virtuale di polisblog, se dipendesse dal quale il Presidente del Consiglio farebbe Antonio di nome e Di Pietro di cognome.

Se escludiamo invece le modalità di risposta "non so" e "altro", la classifica degli impegni più apprezzati ricalca pari pari quella riscontrata tra i militanti del Palalido: particolarmente citate infatti la "ricostruzione dell'Abruzzo" e "la rimozione dei rifiuti da Napoli", due punti che non a caso sembrano attribuire all'esecutivo una certa efficacia nell'intervento in occasione di situazioni di emergenza e/o di calamità naturali.

Segue, proprio come tra i pidiellini d.o.c., il "contrasto dell'immigrazione"; piuttosto interessante notare, a questo proposito, come questo tema susciti molti più consensi rispetto a quello della sicurezza (solo terzultimo) che viene spesso considerato quasi suo sinonimo.

A ruota, la "riforma della scuola", che a quanto pare ha secondo molti messo in moto le cose in un settore considerato in grave crisi. Nelle ultime posizioni, proprio come tra fan di Berlusconi, la "risposta del governo alla crisi" e "le politiche del lavoro", queste ultime citate da uno soltanto dei 257 rispondenti al nostro sondaggio.

Segno forse che, come andiamo ripetendo da mesi, il mercato del lavoro e il welfare italiano non hanno ancora beneficiato di quella spinta riformatrice che meriterebbero. E l'elettorato, anche quello più benevolo nei confronti del governo, sembra essersene accorto.

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