Ore 12 - Silvio Berlusconi appeso ai due "lodi"

altroInutile nasconderlo, nel Pd e nell’opposizione sperano che Silvio Berlusconi venga stritolato fra i “lodi”, Mondadori o Alfano che sia.

Sperano cioè di tentare di battere (e abbattere) il “sultano” per via giudiziaria. Una scorciatoia a rischio: può indebolire e addirittura cancellare Berlusconi ma allo stesso tempo rilanciare e rafforzare il berlusconismo.

Una cosa è certa: chi agita lo spauracchio della sentenza politica lo fa pensando a Berlusconi come un monarca assoluto, sciolto dalla legge. Chi grida al golpe e chi si piega alla sindrome della piazza, è oggettivamente in difesa, logorato, e con il blabla della sovranità popolare tenta il ricatto della piazza e delle urne, giocando la carta del tanto peggio tanto meglio.

La politica non deve toccare la magistratura. Ma non è la magistratura che deve determinare ancora una volta (l’altra fu nei primi anni ’90 con Mani Pulite) il cambiamento del quadro politico italiano.

Il fatto è che in tilt non c’è solo Berlusconi, angosciato perché “minacciato”, ma tutta la politica.

Con il Pdl (non tutto) e la maggioranza (non tutta) in fuori giri, senza più bussola. E con il Pd e tutta la sinistra chiusi nella tenaglia dell’impotenza politica, a gridare alla fine della democrazia, sempre privi di un leader carismatico e un progetto credibile.

Così si rischia di andare verso una piazza schiacciata tra Berlusconi e Di Pietro, cioè due “piazzate”. Nel mezzo, stritolati, tutti gli italiani. I quali italiani prima si liberano del Cav/premier, “meglio è”. Idem per l’ex pm.

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