Angelino Alfano: l’innominato



Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.

Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.

Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

Oggi, più di ieri, dovremmo ricordarci che il promotore di uno dei più discussi provvedimenti dell’attuale Governo Berlusconi è meno contemporaneo di quello che vuol far credere. Oltre alla polemica sulle carceri finanziabili, secondo Angelino Alfano, dall’Unione Europea il Ministro della Giustizia non aggiorna il suo sito dal 14 luglio 2008.

Tra la Presa alla Bastiglia e il suo ultimo collegamento con internet sono passati solo 219 anni.

Domani ci dovremmo ricordare di quanto sta accadendo oggi in Italia. Età anagrafica permettendo c’è il rischio che l’attuale Ministro della Giustizia possa aspirare alla Presidenza del Senato. Tanto quanto quel omino che ha dato a quel lodo (non passato), Schifani un nome.

Sempre, e comunque, dovremmo ricordarci che Angelino Alfano è attualmente indagato per abuso d’ufficio. Ognuno applica la giustizia come meglio crede.

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