Congresso del Pd alle porte. Cacciari: "per annegarsi nel proprio bicchier d'acqua"

altroCon l’aria che tira in queste ore (l’attesa per la decisione dei giudici della corte costituzionale sul lodo Alfano), sono in pochi a ricordarsi che domenica 11 ottobre si svolgerà il Congresso del Partito Democratico.

L’americano John Reed scrisse il memorabile “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” , icona di Lenin, del partito bolscevico, della rivoluzione d’ottobre. Il Pd, Franceschini, Bersani, Marino, se va bene, dovranno accontentarsi di un pezzo su l’Unità di Concita De Gregorio. Altri tempi, si dirà. Già. Mala tempora.

Anche alla vigilia della rivoluzione russa regnava lo smarrimento e l’incertezza. Qui, pure. Tanto la rivoluzione non è all’ordine del giorno. Di sicuro c’è solo il luogo dell’evento (l’hotel Mariott, presso Fiumicino). Buio pesto sul resto. Segreto? Macchè!

E’ ancora tutto in alto mare, tutto da definire, perché non c’è accordo su niente: nemmeno su chi deve parlare. Una assise che si consumerà in una sola giornata, di fatto in alcune manciate di minuti. Tanto, com’è noto, il nuovo segretario del partito sarà eletto con quelle primarie del 25 ottobre, che più confuse e tirapolemiche di così non si potevano pensare. Un labirinto.

“Tre mesi per annegarsi nel proprio bicchier d’acqua. E’ come assistere a beghe di famiglia, interne, che non contano e non interessano nessuno”, chiosa uno sconsolato Massimo Cacciari.

Tanto a disarcionare il Cav ci pensano … i giudici. Campa cavallo …

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