Strage di Messina, la colpa è dell'eccessiva presenza dello Stato


Il Giornale della famiglia Berlusconi, oltre ad avere un direttore davvero discutibile, ama riservare ai suoi lettori delle autentiche perle di saggezza, spesso più deleterie delle prime pagine rabbiose verso "gli altri" e osannanti al cospetto del Padrone.

Oggi, ad esempio, le pagine del quotidiano ci consentono di comprendere esattamente cosa è accaduto a Messina e di chi sia la colpa di tutti quei morti: dello Stato. Ma non dello Stato (della Regione, del Comune) che non ha dato seguito agli avvisi non demolendo gli edifici a rischio. Non dello Stato (della Regione, del Comune) che non è stato in grado di dare seguito ad un allarme della Protezione civile. No.

La colpa di queste disgrazie è l'eccessiva presenza dello Stato: "Se nel nostro paese le aree demaniali sotto il controllo pubblico fossero meno presenti e la proprietà privata fosse meglio rispettata vi sarebbe più interesse a prendersi cura della realtà. Purtroppo però ci troviamo quasi sempre espropriati della nostra autonomia d'azione. [...] Se nei paesi comunisti la distruzione dell'ambiente è stata ben peggiore che in Occidente ciò si deve soprattutto al fatto che in quell'universo la proprietà privata non esisteva".

Quindi per evitare che il comunismo statalista arrechi danni al territorio è necessario lasciare mano libera all'iniziativa privata, la stessa che al sud ha portato a costruire sulle pendici del Vesuvio e negli alvei dei fiumi, che in Calabria ha fatto allestire un campeggio alla foce di un torrente e che a Crotone ha utilizzato rifiuti tossici per i piazzali delle scuole. Le campagne della Campania sono piene dei crateri scavati dall'iniziativa privata su terreni privati per scaricare scorie private. Sarebbe questo il modello da seguire?

  • shares
  • Mail
31 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO