Il Lodo Alfano è illegittimo: le motivazioni della Corte

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Il Lodo Alfano è ufficialmente incostituzionale, così si sono pronunciati pochi minuti fa i giudici della Corte Costituzionale: ci sono ancora pochi aggiornamenti a riguardo ma la notizia è destinata ad esplodere nelle prossime ore. Marceranno i popoli iracondi annunciati da Umberto Bossi? Dubito. Berlusconi si dovrà finalmente dimettere? Sarebbe ora. Bonaiuti, con notevole sprezzo del ridicolo, ha appena dichiarato che

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, commentando la sentenza della Consulta, ha parlato subito chiaro: «È una sentenza politica ma il presidente Berlusconi, il Governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall'aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto»

Al di là di Bonaiuti. Ehi! Chi rifila certe sòle a Dagospia? Vi terremo aggiornati con una diretta della serata, ma intanto, a rileggere lo speciale Lodo Alfano, certi spunti sembrano profetici. Non è passata - o forse, a noi lontani dal legalese piace pensarla così - l'ottica del primus super pares, che tanto ricordava i maiali di una nota fattoria orwelliana:

"Gli avvocati di Berlusconi usano una difesa da 'Fattoria degli animali' per chiedere che il premier sia messo al di sopra della legge"

Ora si schiudono diversi scenari, ritenuti improbabili dallo stesso premier. Nelle ore successive vedremo quali, intanto, si prosegue dopo il salto.

Foto | Flickr

Prima cosa: come mai è stato bocciato il Lodo Alfano? Perché secondo i giudici della Corte Costituzionale, viola l'articolo 138 della Costituzione, potete trovare il testo integrale sul sito del Senato della Repubblica, qui vi inserisco una citazione:

Articolo 138

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.


In sintesi ci sarebbe bisogno di una legge costituzionale. Che non c'è, ci si augura, e non ci sarà: e per Silvio Berlusconi ora si riaprono processi imbarazzanti, quantomeno. Per fare un nome: processo Mills per esempio. Potete rileggerveli tutti su una voce di wikipedia.

Oltre al precedente, l'altro motivo per cui la Corte Costituzionale ha bocciato il referendum, è che viola l'articolo 3 della Costituzione, quella cosuccia secondo la quale saremmo tutti uguali di fronte alle legge. Che avesse visto giusto Orwell, con quella storiella dei maiali che vogliono essere più uguali degli altri?

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