L' inutile congresso del Pd "inutile"

Domani è il gran giorno del congresso (convenzione) del Pd. Chissenefrega! Si dirà. Già.

Una volta il congresso nazionale dei due partiti di provenienza del Pidì, Pci e Dc, duravano giorni e notti (quello del Pci, sette giorni … preparato in ogni sezione per oltre un anno), alimentavano speranze o incutevano timori. Ma sempre creavano attese nel Paese e sempre lasciavano il segno.

Tutto nuovo, oggi. Tutto cambiato. In peggio. Una cosetta da sbrigare in poco tempo, quasi una scocciatura. Stringi stringi non c’è niente. Mini scimmiottamento delle kermesse berlusconiane. Vuoto, anzi sottovuoto.

E comunque 1000 delegati all’Hotel Mariott ascolteranno le mozioni dei tre candidati alla segreteria del partito. Le conoscono a memoria, ma non fa niente. I mille non sono lì per discutere. Giungono inquadrati dal territorio, “drappelli cammellati” (altro che i torpedoni con gli aficionados vocianti dei potentati democristiani …) solo per alzare la loro delega, pro o contro quello o quell’altro.

Al Mariott Bersani arriva in testa su Franceschini e Marino, ma questo “giro” che non finisce mai, solo il 25 ottobre, con la tagliola dei gazebo, assegnerà la maglia del vincitore. Le chiamano primarie, venduta come la “quintessenza” della democrazia, un rimasticamento importato dagli Usa (in tutt’altro contesto), un ingorgo torbido dove tutto può accadere.

Non ci vuole molto a capire che sul campo, alla fine, resteranno morti e feriti, un Pd ancora più incerto, diviso, inutile. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico, come diceva il saggio.

I militanti sventoleranno le poche bandiere e Berlusconi continuerà a godersela tranquillo. Povera Italia! E poveri italiani.

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