Giorgia Meloni: “Giorgio Bocca mi ha insultato tanto quanto Silvio Berlusconi ha fatto con Rosy Bindi”



Su quanto detto da Silvio Berlusconi, durante a Porta a Porta, a Rosy Bindi è stato creato un caso che in altre nazioni, giusto per essere sempre esterofili, non si sarebbe mai preso in esame. Il Premier ha insultato un suo interlocutore. Rosy Bindi ha risposto a dovere. Senza sbavature.

Prendiamo atto del fatto che se ci fosse stato al posto dell’ex Ministro della Sanità, in quello studio televisivo, un uomo la sostanza non cambiava. Un insulto è un insulto al di là del genere sessuale. Al di là del colore politico. Al di là di altre mille variabili.

Barocca è apparsa dunque la dichiarazione che sulla vicenda ha rilasciato sulla vicenda il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Dopo aver fatto sapere che lei una battuta maschilista di quel genere ha precisato che a cominciare, con gli insulti misogini, è stata la sinistra.

“Il grande esponente dell'intellighenzia della sinistra italiana, Giorgio Bocca, ha definito la sottoscritta gallinella del potere. Sto ancora aspettando – ha dichiarato Giorgia Meloni - che una qualunque delle esponenti del centrosinistra esprima solidarietà a qualcuna di noi. Pertanto non accetto lezioni né da Livia Turco né da nessun altro”.

Lecito davanti a questa guerra dei poveri chiedersi se la politica vesta soprattutto pantaloni perché di donne pronte ad essere realmente degli amministratori intelligenti, e non delle fan accanite di Gossip Girl, in realtà ce ne siamo molte meno di quel che si pensa.

Altrettanto lecito domandarsi se tutte le dirette interessate, sia di destra che di sinistra, abbiano ben presente chi realmente sia discriminato oggi in Italia. A meno di due mesi dall’aggressione omofoba di tale Svastichella (di seguito le foto del ragazzo aggredito), ieri a Roma si è tenuta la manifestazione Uguali.


Il silenzio dei media tradizionali, gay friendly solo se ad essere preso in esame è (con tutto il rispetto) Cristiano Malgioglio, è stato imbarazzante. Chi tanto si preoccupa della censura ha evitato, accuratamente, di raccontare anche questa Italia.

Per questo motivo prima dell'inizio della manifestazione abbiamo raggiunto telefonicamente Giuliano Federico, direttore di gay.tv, che per polisblog ha analizzato i fatti. Che piacciano o No.

Anche questa è l’Italia.

Per chi non ha avuto modo di sapere della manifestazione “Uguali” ci spieghi brevemente di cosa si tratta?


L’aspetto che mi piace di più della vicenda, che dal punto di vista del movimento gay sarebbe divertente raccontare dopo però, è questa idea di andare verso una federazione delle associazioni. Dopo un sostanziale monopolio da parte di Arcigay, fatta eccezione di Roma dove da tempo ci sono circoli importanti, adesso in tutta Italia spuntano club e associazioni che non sono sotto l’ombrello di Arcigay.

La cosa interessante della manifestazione di oggi (ieri, ndr) è che sotto questo nuovo nome, nuovo logo, vanno a mettersi tutti senza rivendicare necessariamente il proprio circolo di appartenenza. Questo mi sembra un buon punto di partenza per la maturazione del movimento.

Senza nulla togliere al pride, ai suoi colori, quella di oggi grazie anche alle fiaccolate contro l’omofobia che in queste settimane sono state organizzate dovrebbe essere una manifestazione composta. Più misurata. Più silenziosa. Meno sguaiata. Più politica e meno di costume.
Il prossimo passo culturale che va fatto è questo. Far vedere agli italiani che noi siamo quelli che vanno in banca, in ufficio, a pulire le strade.



Secondo te perché la notizia della manifestazione non è stata riportata dalla maggior parte dei mass media?


Partendo da quello che ti dicevo prima credo che il passaggio da una rappresentazione canonica, e iconograficamente ben riconoscibile come il gay pride, a una manifestazione nuova non catturi ancora l’attenzione dei media. Non puoi chiamarlo gay pride. Se ci fosse stato il gay pride a Roma i media ci sarebbero stati. Questa manifestazione non è stato ancora ben compresa.

Mi permetto di dire dai gay, figuriamoci dai non gay. Avviene questo anche per responsabilità del movimento che per quanto mi riguarda sta nascendo adesso.

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