Elezioni 2013: le "dieci domande" a Mario Monti

1. Senatore Monti, non e' la prima volta che le faccio domande, ma finora non ho mai avuto risposte, neppure quando le ho rivolto 10 domande dirette il 17 novembre 2011 dalle pagine del quotidiano nazionale Liberazione. Come mai non ha ritenuto opportuno rispondere? Si crede esentato dall'obbligo della trasparenza nei confronti della stampa, non ha l'abitudine di consultare la rassegna stampa che la riguarda, tende a non prestare attenzione ai giornalisti non famosi e alle testate minori, oppure quelle domande le sono sfuggite perche' i suoi collaboratori non le hanno notate?

2. Senatore Monti, lei e' stato nominato Senatore a vita e poi Presidente del consiglio dal potere politico in carica, senza aver mai preso un voto ne' come preferenza personale ne' per una lista a cui era collegato. Adesso cerca una legittimazione chiedendo il voto ai cittadini per le elezioni politiche. Se il suo partito non avra' la maggioranza, o peggio ancora se le percentuali ci diranno che lei non rappresenta neppure un quinto dei votanti, cosa direbbe a chi sostiene l'italia e' stata governata per un anno dall'espressione politica di una minoranza con "conoscenze altolocate" a cui il capo dello stato ha voluto concedere spazi di azione politica e incarichi di governo con le prerogative che il suo ruolo gli concede?

3. Senatore Monti, il 2 gennaio 2011 in un editoriale sul Corriere della Sera lei ha parlato dell'"illusionismo marxista" criticando "la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica", plaudendo alle "due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne" e affermando che "grazie alla loro determinazione, verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili". Oggi, nel febbraio 2013, abbiamo che la scuola e' sempre piu' in crisi, l'universita' avra' 58mila iscritti in meno, e la Fiat sta traslocando le sue attivita' in paesi dove i salari sono piu' bassi e i diritti meno tutelati. Non pensa di essere stato anche lei vittima dell'illusionismo ideologico di ricette sociali ed economiche sbagliate? Non pensa che la "rivendicazione pragmatica" di Gelmini e Marchionne sia stata fallimentare proprio perche' priva di "istanze etiche"? Non pensa che sia illusionismo anche la "ricetta dei sacrifici" che ha fatto rivoltare Keynes nella tomba mortificando l'economia e il tessuto sociale italiano con un anno di "macelleria sociale" che ha innescato meccanismi recessivi?

4. Senatore Monti, l'unica categoria a cui il suo governo ha risparmiato sacrifici e pressione fiscale sono stati i redditi superiori ai 2 milioni di euro, corrispondenti all'attualizzazione di quei 500 milioni di vecchie lire che nel 1973 facevano scattare una aliquota Irpef del 72%. Attualmente, invece, dai 75mila euro/anno di reddito in su, vale per tutti la stessa aliquota del 43%, e non mi risulta che lei abbia mai proposto di aumentare leggermente le tasse dei piu' ricchi per poter alleggerire la pressione fiscale sui ceti medio-bassi, visto che l'aumento dell'Iva sui beni di prima necessita' e' stato "pagato" anche dagli incapienti, dai disoccupati e dagli strati sociali piu' deboli. Anche in considerazione del fatto che l'alleggerimento della pressione fiscale sui redditi alti si e' tradotto in un aumento dei giochi d'azzardo sui mercati finanziari, e non in maggiori investimenti nell'economia reale, non pensa che si potrebbero chiedere dei sacrifici anche ai piu' abbienti introducendo nuove aliquote differenziate in base al reddito?

5. Senatore Monti, il suo governo in piena campagna elettorale e con un premier dimissionario ha dirottato circa quattro miliardi di euro su una banca in crisi, ricevendo in cambio dei prodotti finanziari il cui valore e' talmente discutibile che non sono stati messi sul mercato, ma sono stati fatti acquistare allo stato. Alla luce di questo episodio, non pensa che sarebbe opportuno introdurre anche in Italia una misura simile alla legge bancaria Glass-Steagall approvata negli USA nel 1933 e poi purtroppo abrogata nel 1999? Quella legge prevedeva di separare le attivita' delle banche di risparmio (legate al territorio e orientate alla concessione di credito per l'economia reale), da quella delle banche di investimento (che giocano d'azzardo sui mercati finanziari e non possono pretendere che ogni volta le loro perdite siano coperte dal settore pubblico).

6. Senatore Monti, il 26 settembre 2011, davanti alle telecamere de "La7", lei ha dichiarato che "stiamo assistendo, e non e' un paradosso, al grande successo dell'euro, e la manifestazione piu' concreta del grande successo dell'Euro e' la Grecia". Alla luce dei successivi sviluppi della situazione politica ed economica in Grecia, delle conseguenti tensioni sociali e della recente crisi di governo, lei conferma l'opinione espressa in quella circostanza oppure ci sono delle nuove considerazioni da fare per valutare le conseguenze della perdita di sovranita' monetaria dei paesi dell'area euro in tutti i loro aspetti?

7. Senatore Monti, lei e' stato il primo presidente del Bruegel, un prestigioso "think tank" economico basato a Bruxelles, e ha fatto parte anche della "Commissione Trilaterale", il gruppo di orientamento neoliberista fondato nel 1973 dal magnate David Rockefeller. Vorrei chiederle cosa rispondebbe ai critici che in virtu' della sua pregressa appartenenza a questi gruppi non vedono in lei un tecnico super-partes, ma un "alfiere del neoliberismo", e hanno contestato le politiche del suo governo caratterizzate da tagli allo stato sociale, compressione dei diritti in nome della competitivita', aumento delle disuguaglianze tra classi sociali, allargamento della forbice tra ricchi e poveri (Bankitalia segnala gia' un 14,4% di italiani sotto la soglia di poverta'). Tutte queste iniziative, descritte come "aggiustamenti strutturali" hanno gia' danneggiato molti paesi dell'Africa e dell'America Latina, rivelandosi redditizie per la finanza ma devastanti per i cittadini e l'economia reale.

8. Senatore Monti, in merito alla sua esperienza come Commissario europeo per la Concorrenza, molti commentatori le riconoscono il merito di aver fatto applicare le regole europee della concorrenza perfino alla Microsoft, una delle piu' grandi e ricche aziende del mondo, capace di mettere in difficolta' perfino le piu' autorevoli istituzioni antitrust statunitensi. Le chiedo quindi come mai, nel corso del suo mandato come capo di governo, non ha ritenuto opportuno adottare provvedimenti di contrasto all'abuso di posizione dominante nel settore televisivo esercitato dall'azienda Mediaset, aggravato da ripetute e indebite ingerenze nel servizio pubblico televisivo di esponenti politici riconducibili a Mediaset (a cominciare dal Presidente del Consiglio che l'ha preceduta). Tali ingerenze sono ampiamente documentate con atti giudiziari e intercettazioni telefoniche che dimostrano al di la' di ogni ragionevole dubbio l'esistenza di una strategia che accomunava esponenti Rai ed esponenti politici nell'obiettivo di depotenziare il servizio pubblico televisivo a vantaggio dei network commerciali.

9. Senatore Monti, il suo ricco curriculum comprende anche un incarico di "advisor" della Coca-Cola company, un marchio globale noto in tutto il mondo. In Italia, tuttavia, abbiamo aziende in difficolta' che producono ottimo chinotto dal 1949, e pertanto vorrei chiederle quali sono le misure che ha adottato o vorrebbe adottare per tutelare i prodotti italiani dalla globalizzazione dei mercati, per tutelare il lavoro italiano dalla delocalizzazione delle imprese, per tutelare i lavoratori italiani dalla concorrenza sleale di paesi ed economie dove il costo del lavoro risulta piu' basso che altrove per l'indebolimento dei diritti fondamentali nel lavoro o per la mancata applicazione delle regole stabilite nelle Convenzioni dell'International Labour Organization (ILO).

10. Senatore Monti, lei e' stato allievo del Premio Nobel per l'economia James Tobin, sostenitore di una tassa nota come "Tobin Tax" che ha l'obiettivo di disincentivare le manovre finanziarie puramente speculative con l'applicazione di una leva fiscale, permettendo di deviare nelle casse degli stati sovrani, e quindi ai cittadini, parte degli enormi profitti del settore finanziario. Visto che l'attuale crisi economica e' stata innescata da spregiudicate operazioni speculative sui titoli di stato italiani (innescate anche dalla banca d'affari Goldman Sachs per la quale lei ha ricoperto in passato il ruolo di consulente) le chiedo come mai non ha ritenuto opportuno introdurre una tassazione simile a quella proposta dal suo ex professore James Tobin, e quali sono secondo lei le misure che intende adottare per disincentivare le speculazioni sui nostri titoli di stato.

Augurandomi di trovare risposta a questi interrogativi, le porgo i miei piu' cordiali saluti.



    Il formato delle 10 domande contiene anche
    - Le dieci domande a Nichi Vendola
    - Le dieci domande a Beppe Grillo
    - Le dieci domande a Antonio Ingroia
  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO