Il "caudillo" Berlusconi getta la maschera. E i tre soldatini di piombo del Pd fanno il gioco delle tre carte

Diavolo di un Cavaliere! Anche nel giorno della convention a tre (sole) voci del Pd s’è preso tutta la scena.

Mentre in un hotel romano Bersani ripescava Prodi, Franceschini recuperava Veltroni, Marino ricopiava se stesso, giocando tutti e tre ai soldatini di piombo, il premier sparava le nuove “atomiche” per l’ultima battaglia.

Vuole spegnere tutte le lampadine scomode: Costituzione, Quirinale, Consulta, magistratura, opposizione, giornali e … brutte donne. Obiettivo annunciato: presidenzialismo entro il 2013!

Ecco, ha gettato la maschera, il caudillo! Il gioco ce l’ha lui, il Cav. Piaccia o no. Non sarà facile riprenderglielo. Anche perché, non di solo fumo si tratta. C’è la sostanza. O meglio, la sostanza che non c’è: un Pd che ancora una volta ha perso l’occasione del rilancio.

La convenzione di ieri poteva essere fatta al loft, attorno al caminetto. Come ai bei tempi. Con una differenza: che allora il Cav. era stato fatto sloggiare da Palazzo Chigi. Adesso, da un anno e mezzo, è lui l’inquilino. E a tutta l’aria di non essere di passaggio.

La speranza è sempre l’ultima a morire. Adesso si spera (chi?) nelle primarie del 25 ottobre. Abbaglio. Comunque andrà, andrà male.

Poca partecipazione? Flop totale, Pd a rischio di chiudere bottega. Grande partecipazione? Apoteosi dell’antiberlusconismo! Cioè, Il Cav. premier (o peggio) a vita. Taca banda!

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