Passaparola: Marco Travaglio all'attacco di Napolitano, complice del Lodo Alfano

Marco Travaglio all'attacco, e questa non è una novità. Senza precedenti però sono le parole pesantissime contro il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, accusato in maniera chiara e senza ambiguità di non fare il suo e di essere "complice" dei misfatti del "ducetto" Berlusconi, sin dalle origini del Lodo Alfano, poi respinto dalla Corte Costituzionale.

Il lodo Alfano viene suggerito dal Quirinale, con la consulenza dei tecnici giuridici del Quirinale.(..) Se il Presidente della repubblica si attenesse alla Costituzione, senza aggiungerci dei codicilli suoi, che cosa farebbe, o cosa dovrebbe fare? Dovrebbe starsene seduto ieratico e inavvicinabile, lasciar fare al governo e al parlamento, quando gli portano una legge approvata e impacchettata, o un decreto approvato e impacchettato, in quel momento apre il pacchetto, vede cosa c'è dentro, se gli piace mette la firma, se non gli piace rimanda indietro e spiega perchè, messaggio motivato. Questo prevede la Costituzione.

Le parole sono di fuoco, come la tesi di Travaglio. Leggete dopo il salto.

La tesi del giornalista è che il Lodo Alfano sia stato opera di molte mani, tra cui Napolitano e, udite udite, Walter Veltroni, al tempo capo del PD. Travaglio imputa a Napolitano di aver contribuito alla costruzione del Lodo, e di conseguenza di aver compiuto una sorta di "promessa" a Berlusconi sulla garanzia di passaggio del lodo al vaglio della Corte.

Se il Capo dello Stato contribuisce a costruire una legge è chiaro che poi non può respingerla, perchè è una legge anche del Quirinale, cosa che non è affatto prevista dalla Costituzione...

Per questa "garanzia" Berlusconi si sarebbe infuriato con il Capo dello Stato, imputandogli un doppio gioco di fondo. Secondo Travaglio (la cui pagina facebook dei fan cancellata non è più stata ripristinata..) anche Napolitano si sarebbe macchiato di poca trasparenza (troppi interventi un giorno sì e l'altro pure per correggere affermazioni precedenti) e non avrebbe rispettato appieno la Costituzione.

Come è evidente in questo momento Napolitano affronta un momento difficile, stretto nella morsa tra le accuse di un governo furioso quanto paranoico che in questi giorni lo continua a marchiare come parte del complotto comunista, e dall'altra sotto il tiro di fuoco di Di Pietro Grillo e Travaglio che gli imputano una inaccettabile leggerezza sulla questione Lodo e una poca trasparenza a riguardo.

Il difficile momento di Napolitano rispecchia la rottura radicale presente in questo momento in Italia, tra chi è convinto che Berlusconi sia una specie di santo, e chi cerca di combatterlo sottolineando le gesta da caudillo del premier. Il Presidente della repubblica si ritrova in mezzo al fuoco incrociato, e questo gli sta provocando qualche sbandamento di troppo.

L'errore c'è, ed è quello di cercare a tutti i costi il compromesso. Se invece di cercare di mediare Napolitano si ergesse semplicemente a difesa della Costituzione?

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