Intervista – Debora Serracchiani a polisblog: “Preferisco non mettere più voti a nessuno, neanche a Massimo D’Alema”



Alla nomina del nuovo segretario del Partito Democratico manca poco benché il dibattito, tutt’altro che conciso, attorno a questa decisione abbia monopolizzato l’opposizione che dei reali problemi del paese non parla più.

Si disquisisce più che altro di tutto il contorno su cui tanto si accanì una, all’epoca, sconosciuta Debora Serracchiani che aggiudicandosi un posto al Parlamento Europeo ha dimostrato di essere pronta per il sistema.

Non sempre quanto ha fatto la più importante sostenitrice di Dario Franceschini c’è più piaciuto. Anzi. Spesso l’abbiamo criticata. Lei, e questo bisogna sottolinearlo, si è comunque confrontata con noi. Molti suoi colleghi, di destra e di sinistra, a causa di quanto sul loro conto abbiamo scritto hanno deciso di non farlo.

Critiche. Nelle ultime settimane noi di polisblog abbiamo sottolineato alcuni tuoi errori senza un, democratico, contraddittorio. Anche oggi daresti un 5 a Massimo D'Alema?

Preferisco non mettere più voti a nessuno, perché poi qualcuno potrebbe pensare che ho anche un registro e la matita rossa… Comunque ci sono dei punti su cui da un politico che ha governato il Paese come D’Alema avremmo desiderato un guizzo in più. Mi vengono in mente un paio di cose: il conflitto d’interessi e la vicenda Tarantino.

Congresso. Che voto si meritano Ignazio Marino e Pierluigi Bersani che con Dario Franceschini puntano al posto di segretario?


E’ ovvio che nessuno pensa di sostenere un candidato segretario che merita l’insufficienza! Anche se in questo momento sono in corsa e in concorrenza fra loro, non dimentichiamo che si sta costruendo il Partito Democratico dei prossimi anni.

Cosa rappresenta l'ipotetica bocciatura, promossa dai sondaggi, di Dario Franceschini? Quali scenari apre, o chiude, per il Partito Democratico?

Ho sempre detto, e lo ribadisco, che la politica dei sondaggi non mi piace e neanche le ipotetiche bocciature. Stiamo facendo un congresso serio e appassionato, abbiamo espresso le candidature migliori del Partito democratico. Ora l’ultima parola è affidata all’elettorato vasto delle primarie 25 ottobre. La candidatura di Bersani è solida e accreditata, e quella di Marino ha un notevole appeal tematico. Ma quello che occorre secondo me ce l’ha Franceschini: la capacità di far stare nello steso partito Bersani e Marino, e di valorizzare loro e le loro mozioni. Detto questo, il congresso è democrazia e chi vince sarà segretario.



Europa. Sulla tua attività di eurodeputato si sa poco. Di cosa ti occupi?

Sono membro della Commissione Trasporti e Turismo e sono membro sostituto della Commissione Libertà Giustizia ed Affari Interni. La mia attività parlamentare, quindi, é principalmente rivolta a queste tematiche. Inoltre, cerco sempre di essere infomata anche su tutti gli argomenti che riguardano più da vicino il mio territorio, dalla montagna allo sviluppo sostenibile, dalla piccola impresa alle nuove tecnologie, dalle minoranze linguistiche alla collaborazione tranfrontaliera.

Ho letto sul tuo sito che hai presentato un'interrogazione a seguito della strage di Viareggio. Quanto sostieni non dovrebbe essere argomento nazionale?
Attacco ai nostri militari a Kabul, strage di Viareggio, aggressioni omofobe, attacchi alla libertà di stampa, Lodo Alfano, scandali sessuali e politici, respingimenti illegali, licenziamenti e precariato nella scuola pubblica, crisi economica… i problemi in Italia in questo momento sono tantissimi, e dovrebbero essere tutti affrontati seriamente.

È sbagliato sostenere che il Partito Democratico tenda a fare in Europa quello che non può, o non vuole, fare in Italia?

Credo che più semplicemente che molte questioni abbiamo una rilevanza che supera i confini nazionali, e siano condivise in maniera omogenea dagli Stati membri. E poi molte materie sono di fatto normate dalla legislazione europea, e sempre più lo saranno. Vorrei però mettere in evidenza il caso opposto: il PD in Europa é stato il promotore di un cambiamento storico, il Gruppo Socialista Europeo, si é innovato ed é diventato Gruppo Socialista e Democratico. Direi che il PD ha portato in Europa quello che ha già fatto in Italia: innovare il quadro politico.

Udine. Arrivi da lì. Da una delle piazze più importanti della musica underground italiana. Perché il Partito Democratico non è un partito per giovani?

Ai giovani piace la chiarezza, piacciono poche parole ma decise e precise. La confusione, l’immobilismo, i compromessi incomprensibili allontanano i giovani dal PD. Credo che il congresso serva anche a creare la futura identità del PD, che sia forte e comprensibile. Il mio impegno è per raggiungere questo risultato.

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